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LAVAGNA TATTICA – Morata tira poco ma genera tante occasioni: l’evoluzione dello spagnolo

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Morata si trova in un momento di difficoltà. Questa stagione ci ha comunque presentato un giocatore cambiato rispetto agli anni passati: meno finalizzatore, più assist man

Un momento difficile

Dopo un grande avvio di stagione, anche Morata si trova in un brutto periodo di forma. D’altronde, non è un giocatore che ha mai brillato particolarmente per la continuità in carriera. Nel corso di una stagione, incontra parecchi momenti di difficoltà: come ha detto Pirlo, è un ragazzo sensibile che tende ad abbattersi nei momenti difficili. Probabilmente, è stato un grosso errore intraprendere un’intera annata con solo lui come centravanti titolare. Oltre a sbagliare tanto sottoporta, nelle ultime gare è poco incisivo e mobile: troppo fermo e statico al centro dell’attacco, ben lontano dall’essere il mattatore di inizio stagione. D’altronde, abbiamo scritto molte volte che il grosso demerito della Juve è quello di avere i giocatori fermi e lontani dal portatore, senza dare alcuna soluzione di passaggio.

juve bernardeschi

Un esempio lampante qui, le punte e gli altri giocatori sono troppo fermi. Danilo è così costretto a tornare indietro.

Morata in zona assist

Pur in un momento negativo (il solito, viene da dire), non si può comunque trascurare la crescita in zona di rifinitura compiuta dallo spagnolo. Anche se non ha segnato molto in campionato (7 reti), ha inciso parecchio in zona assist (8, primatista della squadra). In generale, il Morata della Juve ha numeri record in carriera per quanto riguarda il generare occasioni da rete, mai aveva fatto così bene prima.

I dati lo dimostrano: oggi totalizza 0.30 Expected Assists ogni 90′, mentre solo due volte in carriera era riuscito a superare gli 0.19. Anche il numero di passaggi chiave è piuttosto elevato: 1.76, quando l’anno scorso ne faceva 1.06. Insomma, rispetto al passato è diventato un centravanti più bravo ad innescare i compagni, dimostrandosi un buon partner per Cristiani Ronaldo. D’altronde, quando imposta, la Juve cerca spesso dal basso la verticalizzazione per Morata, che spalle alla porta deve proteggere palla e fare risalire la squadra con movimenti a venire  incontro. Lo abbiamo visto contro la Lazio: in un match dove mancava il portoghese, l’ex Atlético liberava spesso il centro dell’attacco per consentire alle mezzali di inserirsi. Così sono arrivati il gol di Rabiot e tante altre occasioni.

juve morata rabiot

Il gol di Rabiot.

Meno pericolosità rispetto al passato

Si possono avere tutte le perplessità del caso sul livello di Morata, se è abbastanza valido per essere l’attaccante titolare di una squadra come la Juve: non si può però non rilevare come allo spagnolo venga comunque chiesto un lavoro prezioso, non un semplice contributo finalizzativo.

Non a caso, è meno pericoloso in zona gol rispetto ai suoi soliti standard. Morata non è mai stato ovviamente un cecchino, però in generale è un attaccante che nella singola gara ha meno probabilità di segnare se confrontato con le stagioni precedenti. Il Morata di oggi totalizza 0.51 Expected Gols su azione: in assoluto non pochissimi, ma comunque un dato più basso di qualunque altra squadra in cui abbia giocato. Anche le conclusioni totali rappresentano lo score meno elevato in carriera (2.33 ogni 90′).

Questi numeri non sono certo esaustivi e non bastano a pontificare sul rendimento di una stagione. Tuttavia, danno indizi su cosa quest’anno è stato chiesto al giocatore e in generale per cosa è spiccato. Morata si è sta rivelando (anche se nelle ultime partite è in calo) un generatore di occasioni superiore alle aspettative, mentre in zona gol si rende meno pericoloso se confrontato con qualsiasi sua altra squadra.