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LAVAGNA TATTICA – Non solo il gol: perché Morata ha inciso a Bologna

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Morata è stato decisivo in Bologna-Juve. E’ un falso mito quello secondo cui l’attaccante si stia divorando tanti gol

Dopo un periodo negativo, condizionato da brutte partite, contestazioni e anche diversi fischi, Morata è reduce da ottime prestazioni. Contro il Venezia ha giocato molto bene, segnando il gol del vantaggio con un tocco da grande bomber. A Bologna ha segnato una rete rivelatasi fondamentale: come abbiamo scritto, la Juve del Dall’Ara si è difesa a oltranza rinunciando quasi totalmente a costruire. Ciò è stato possibile per il gol in avvio di Morata, che al primo tiro ha incanalato la gara su binari ottimali per la Juve. Oltre al gol, lo spagnolo ha avuto un peso tattico importante, soprattutto a inizio gara. Il Bologna era molto fragile a palla persa, con le marcature preventive che non funzionavano. Quando i felsinei, nella metà campo juventina, perdevano palla, Morata era sempre libero di ricevere. Medel non accorciava sullo spagnolo, di conseguenza l’ex Atlético Madrid aveva tempo e spazio per correre con la palla, guidava la transizione. Così sono arrivate diverse occasioni pericolose, come per esempio quella di Rabiot, servito proprio da Morata.

Poi, con il profondo abbassamento della Juve (si vede nella slide sorpa) e il dominio territoriale del Bologna, per lo spagnolo è diventato molto più difficile incidere. Era isolato, basso e circondato da maglie rivali. Basti pensare che ha toccato solo 3 palloni dentro l’area di rigore, un dato che la dice lunga sulla prestazione attendista della squadra. Proprio questa statistica ci consente di smascherare qualche falso mito sul centravanti madrileno, accusato nelle scorse settimane di dilapidare gol a raffica e di vanificare tante occasioni. Morata non è un cecchino sottoporta, non avrà mai le medie realizzative dei top centravanti. Però, se si analizzano i dati, si vede come Morata abbia segnato 5 reti su un totale di 4.2 Expected Goals. Sta quindi segnando più o meno in linea con quanto crea. Il problema è che il centravanti spagnolo crea molto di meno rispetto ai suoi standard: circa 0.33 Expected Goals per 90′, quando di solito stava sugli 0.50. Segno di una squadra che fatica a innescare nel migliore dei modi le proprie punte. Più che chiedere gli straordinari alle proprie punte, la Juve dovrebbe cercare di farli tirare più spesso e da posizioni maggiormente pericolose.