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Lavagna Tattica

LAVAGNA TATTICA – Perché può essere una buona idea spostare Chiesa di fascia

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Con il ritorno di Chiesa, Pirlo potrebbe studiare qualche modifica tattica per la sua Juve. Ecco quale

Contro la Fiorentina (e nel secondo tempo di Atalanta-Juve) si è avvertita in modo chiaro e netto l’assenza di Federico Chiesa. Come abbiamo scritto tante volte, l’ex Fiorentina si sta rivelando determinante per la Juve nonostante un contesto tattico problematico, che spesso non riesce neanche a valorizzarlo. Vediamo diverse volte la palla arrivare a Chiesa con una lentezza esasperante, con l’italiano che si trova in inferiorità numerica e circondato da maglie avversarie: situazioni che rischiano di diventare improduttive, con l’azione che si blocca. D’altronde, è esattamente ciò che vediamo con Cuadrado. Senza idee, la Juve allarga l’zione sul colombiano nella speranza che inventi qualcosa dal nulla, creando superiorità numerica. Abbiamo visto tante partite in cui l’unico schema era “palla a Cuadrado”.

Basta d’altronde osservare la passmap sopra. La Juve fa una fatica grossa nell’arrivare alle punte: nella stragrande maggioranza dei casi, i passaggi riguardano i difensori e poi vanno a finire su Cuadrado. Insomma, gli esterni che danno ampiezza si trovano spesso in inferiorità numerica, costretti a provare giocate molto impegnative. In molti casi, sono quindi costretti a tornare indietro.

Proprio per questo, con il ritorno di Chiesa può essere una buona idea quella di cambiare qualcosa. Pirlo potrebbe lasciare l’ampiezza a sinistra a uno tra Bernardeschi e Kulusevski, schierando Chiesa e Cuadrado sullo stesso lato. Questa modifica in senso assoluto forse non è la più sensata (sarebbe meglio avere più qualità su entrambe le fasce), ma avrebbe senso per le attuali lacune bianconere. Giocare vicini tra di loro, darebbe più riferimenti a Chiesa e Cuadrado, che finalmente avrebbero modo di dialogare e triangolare con un compagno vicino. Sono poi giocatori che svariano molto, che vediamo agire sia dentro al campo che più defilati: insomma, una loro coesistenza appare tutt’altro che impagnativa.

Proprio perché li abbiamo visti spesso generare situazioni e superiorità numerica con azioni quasi totalmente individuali, ipotizzarli vicini potrebbe arricchire le soluzioni offensive della Juve. In un momento dove i bianconeri faticano molto a costruire occasioni da gol pulite, Pirlo si deve affidare alla loro tecnica e alla loro energia.