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Lavagna Tattica

LAVAGNA TATTICA – Primo tempo horror, ma l’ingresso di Cuadrado cambia la Juve

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L’ingresso di Cuadrado per Kean ha svoltato una Juve che era stata pessima nel primo tempo. Ecco perché il cambio è stato decisivo

Allegri cambia la squadra

La Juventus ha disputato due tempi diametralmente opposti tra di loro nel derby do contro il Torino. Bastano le sintetiche statistiche del post match per evidenziare le profonde differenze. Nella prima frazione, i bianconeri hanno avuto appena il 39% di possesso palla, con un baricentro bassissimo a causa del pressing forsennato del Torino: la squadra di Allegri faticava a tenere palla e ad arrivare nella metà campo rivale. Nella ripresa è cambiato tutto o quasi, con la Juve che ha quasi raddoppiato la percentuale del possesso palla (arrivando al 67%) e schiacciato così il Toro. Il gol nel finale di Locatelli è stato il giusto coronamento di una ripresa positiva.

Ma cosa ha fatto sì che la partita cambiasse così tanto? Di certo il Torino è calato parecchio, ma alla base c’è il coraggioso cambio tattico di Allegri al 46′, che ha permesso alla Juve di palleggiare meglio e occupare con più razionalità il campo. Nella prima frazione, contro il pressing a uomo granata, abbiamo visto tanti lanci nel vuoto che non portavano assolutamente a nulla: anzi, i granata recuperavano palla in posizioni piuttosto avanzate del campo. Senza idee in fase di possesso, la Juve si è aggrappata tanto alle verticalizzazioni per Kean. L’ex PSG è stato però sovrastato spalle alla porta: circondato da maglie avversarie, ha continuamente perso palla.

Allegri, è stato però bravo a correre tempestivamente ai ripari, con una sola (coraggiosa) sostituzione che però ha stravolto la Juve tatticamente. L’ingresso di Cuadrado per Kean e il passaggio al 3-5-2 ha dato molta più fluidità allA Juve, schiacciando il Torino con il passare dei minuti. Ci sono state fasi prolungate in cui i granata non uscivano dalla propria trequarti. I bianconeri hanno palleggiato ottimamente, senza dare punti di riferimento in mezzo e smarcandosi con efficacia.

I movimenti di Cuadrado e Alex Sandro

I giocatori della Juve sono stati bravi a non dare certezze al Torino, scambiandosi spesso di posizione tra di loro. I granata faticavano a leggere i loro smarcamenti. Il ruolo dei quinti, Alex Sandro e Cuadrado, era fondamentale. Oltre a dare spesso ampiezza e ad andare sul fondo (soprattutto il colombiano), erano bravi anche a entrare dentro al campo. In quei casi, Rabiot e McKennie si aprivano per compensare i loro movimenti. Con più rotazioni e movimento senza palla, la Juventus riusciva così a trovare con più facilità l’uomo libero e a superare il pressing rivale.

Nelle slide sopra, vediamo due esempi. Nella prima, Bernardeschi riceve palla e serve bene Alex Sandro tra le linee che si smarca alle spalle del centrocampista del Torino (da notare a sinistra Rabiot che si apre). Nella seconda, è Cuadrado invece molto dentro al campo, che serve bene il terzo uomo (Chiellini) che può sganciarsi in avanti e verticalizzare su Rabiot e Bernardeschi, che aggredisocno gli spazi. Insomma, una fluidità nettamente maggiore rispetto al primo tempo, con i bianconeri bravi a non dare punti di riferimento.  La Juve ha guadagnato metri e buttato diverse volte i propri giocatori negli spazi (Rabiot soprattutto), anche se non sempre c’è stata l’adeguata pulizia tecnica.

La crescita di Locatelli

Circa 10′ prima del gol, Locatelli era già riuscito ad andare al tiro dal limite su un’azione sviluppata molto bene.

Alex Sandro si fa trovare in una posizione da centrocampista mentre Danilo è ancora più stretto rispetto al solito: Locatelli ha così una facile soluzione di passaggio per Rabiot, senza che nessuno accorci su di lui. In avanti, invece, Chiesa dà ampiezza a sinistra mentre Bernardeschi riempie il centro dell’attacco. Senza una prima punta, la Juve è brava a muoversi costantemente e a non dare riferimenti ai rivali. Sull’evoluzione dell’azione, come si vede, la Juventus fa tirare poi Locatelli da una posizione molto invitante. L’ex Sassuolo sfiora la traversa, mentre poco dopo – su un’altra situazione fatta molto bene – troverà il gol della vittoria.

Dulcis in fundo, Kulusevski – entrato al posto di un pessimo McKennie – ha avuto un impatto eccellente, dando più qualità e creatività negli ultimi metri. Proprio da lui è nata una delle occasioni più pericolose della ripresa, grazie a una bella sponda (a seguito dell’ennesimo pallone recuperato da Chiellini) che ha messo Rabiot solo davanti a Milinkovic-Savic.

Un’altra bella sponda di Kulusevski per Alex Sandro.

Insomma, pur in mezzo a diversi problemi tattici e a discontinuità nei 90′, queste partite dimostrano che la Juve ha qualità importanti e che la rosa non è così mediocre come in molti vogliono fare credere. Per quanto sia rilevante la solidità mostrata con il Chelsea, nelle ultime settimane abbiamo visto come i bianconeri si esaltino quando riescono a fare la partita e a proporre. Lo dimostra il primo tempo con il Milan e la ripresa del derby, in cui abbiamo visto le Juventus migliori della stagione. Al contrario, quando si rinuncia a giocare e ci si limita ad aspettare dietro gli avversari, i bianconeri soffrono molto. La partita di ieri lo ha dimostrato con chiarezza, con Locatelli che ne è l’esempio lampante. Spettatore non pagante nel primo tempo (12 passaggi effettuati), mattatore nella ripresa, quando – con una circolazione di palla migliore – la Juve gli ha consentito di avvicinarsi alla porta.