Maccarone: «Pecchia ha dato mentalità alla Juventus U23. La Carrarese merita la B» – ESCLUSIVA

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Massimo Maccarone, attaccante della Carrarese, ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Juventus News 24. Le sue dichiarazioni

È la Carrarese la prossima avversaria della Juventus U23 nella corsa playoff verso il traguardo Serie B. Bianconeri reduci dal 2-0 rifilato al Padova, contrapposti alla squadra di Silvio Baldini al debutto in questa fase della competizione. In esclusiva a Juventus News 24, Massimo Maccarone ha presentato la partita dello Stadio dei Marmi, analizzando le difficoltà nell’affrontare l’Under 23 bianconera e parlando delle motivazioni che proiettano la Carrarese a questa partita.

Massimo, Carrarese abbinata alla Juventus U23 per questo secondo turno della Fase Playoff Nazionale. Che reazione avete avuto al sorteggio? Avevate qualche ‘preferenza’?

«Preferenze non ci devono essere in queste fasi, perché prima o poi le squadre forti le devi incontrare. Abbiamo visto che la Juventus sta facendo bene, ha vinto tante partite compresa la Coppa Italia e avrà tanto entusiasmo. Sappiamo che sarà una partita difficile, ma è normale aspettarselo in questa fase da dentro o fuori».

Avete già affrontato la Juventus U23 in campionato. Rispetto al 3-1 del Moccagatta, la squadra bianconera è cambiata molto, sia in termini di giocatori e sia come mentalità. Quanto l’hai vista cresciuta in queste ultime partite?

«Penso che sia cresciuta molto, sicuramente Pecchia è stato bravo a dare una mentalità diversa ai ragazzi. Sono sempre giovani che aspirano ad arrivare in prima squadra, quindi giocare in una categoria come la Serie C è sempre difficile. Per ora il tempo ha dato loro ragione, visti i risultati ottenuti fino a questo punto».

C’è qualche giocatore della Juventus che ti ha stupito particolarmente quest’anno?

«Sono tanti ragazzi giovani di grandi prospettive. Penso che Muratore abbia fatto molto bene, e se Sarri l’ha fatto esordire in prima squadra un motivo c’è. Il mister capisce molto di calcio e di giocatori… Mi viene in mente anche Portanova: l’ho visto quando era un bambino e lo andavo a vedere giocare insieme a suo padre Daniele quando eravamo compagni di squadra al Siena. All’epoca faceva l’attaccante, segnava tanti gol e mi aveva impressionato».

Che ricordo conservi con Pecchia? Siete stati compagni di squadra nel 2005 a Siena…

«È sempre stato un ottimo compagno e una bravissima persona. È più grande di me, quindi ho ricevuto anche degli importanti insegnamenti da lui. Nella mia carriera ho sempre cercato di apprendere dalle persone con più esperienza: ho sempre avuto un bellissimo rapporto con Fabio».

L’esperienza della Carrarese contro l’imprevedibilità dell’Under 23. Quali pericoli ci sono in partite contro squadre così giovani nella categoria?

«Sicuramente bisogna stare attenti all’energia che possono mettere in questo periodo. La difficoltà è che per noi sarà la prima partita, per loro invece la terza. Sarà complicato: non bisogna pensare di avere a disposizione un doppio risultato per passare, ma fare il nostro gioco e la nostra partita».

Qual è il tuo pensiero sul progetto Seconde squadre abbracciato solamente dalla Juventus per ora? In che modo può essere importante per la crescita di un giovane?

«Se il progetto viene attuato nel modo giusto, per i giovani è una vetrina di crescita importante dopo il settore giovanile. Ti permette di entrare in una categoria come ho fatto io a 18 anni in C2 alle mie prime armi. È un’esperienza che ti fa crescere molto, ti permette di affrontare squadre che giocano per il risultato, in campi in cui senti più pressioni. È bello crescere e tutto, ma anche trovare uno stimolo per vincere qualcosa».

In una recente intervista hai dichiarato che sarebbe bello poter chiudere la carriera portando la Carrarese in Serie B. Quanto ambite a questo traguardo?

«Molto, perché rappresenta un qualcosa di importante per la città che da anni aspetta questo traguardo. Io posso avere lo stimolo di concludere la mia carriera con una promozione in una città che merita di andare in Serie B, come tanti altri che possono pensare al loro futuro. Ognuno di noi ha una motivazione diversa per ambire a questa promozione».

Mister Baldini ha detto che ci sarà bisogno di tutti in questo momento della stagione. Come arriva la squadra a questa partita? Che preparazione è stata dopo lo stop per il Covid-19?

«Abbiamo svolto una preparazione normale da una parte, curando dettagli a livello fisico dall’altra. È importante arrivare a questa fase con la gamba giusta, con la difficoltà però di non aver disputato nessuna partita. Con l’esperienza ti dico che sarebbe stato fondamentale. Conteranno tanto le motivazioni: noi ne abbiamo tante e sarà un test duro per loro».

Quanto si farà sentire l’assenza dei tifosi allo stadio?

«Mancheranno sicuramente, perché ti danno sempre una spinta in più. Abbiamo avuto questo problema anche l’anno scorso per via di alcune problematiche allo stadio ma abbiamo sempre fatto bene. Vogliamo fare bene anche questa volta. Sono sicuro però che ci sarà tanta gente fuori dalla stadio a fare il tifo, e la sentiremo dentro al campo».

In carriera hai affrontato più volte la Juventus in Serie A invece. C’è una partita alla quale sei maggiormente legato o che ricordi con più emozione?

«Beh, credo la prima vittoria con il Siena quando abbiamo vinto 1-0 grazie al gol di Kharja. Poi anche il 3-3 di Torino, quando dopo 20′ perdevamo 3-0. Io ho segnato il primo gol, poi sono entrato in tutte le azioni decisive nella doppietta di Ghezzal. Quella è stata una grande partita».

Sei stato anche vicino a vestire la maglia bianconera, sia nel 2002 e sia nel 2010. Cosa non è andato per il verso giusto?

«Sono stato più vicino alla Juventus nel 2002. Ero legato all’Empoli società che ha preferito cedermi all’estero rispetto ai bianconeri per tanti motivi. Quella volta sono stato davvero ad un passo, ma purtroppo è andata così… A chiunque sarebbe piaciuto giocare in una squadra così titolata come la Juve».

Si ringraziano Massimo Maccarone e l’ufficio stampa della Carrarese per la gentile concessione dell’intervista

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