Mandzukic, capitano coraggioso e di sostanza

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Lo spirito è quello del guerriero mai a riposo e forse per questo Allegri ha consegnato la fascia da capitano proprio a Mandzukic, vista la panchina di Chiellini. In campo non si arrende mai e agli avversari non concede tregua. Neanche in allenamento

Pronti via e il calcio d’inizio di Juventus-Spal passa dal lancio lungo di Bonucci per la solita testa “corazzata” di Mandzukic sulla linea laterale. Altri quattro minuti e il primo pressing su Gomis, l’estremo difensore ferrarese, porta ancora la firma del croato. Insomma, se la temperatura per i giocatori in campo è rigida e i muscoli sono ancora freddi, il primo a volerli riscaldare è proprio lui, Super Mario, per una notte capitano. E non solo.

Anche tanta sostanza al servizio della squadra. La stessa che nei momenti complicati, quando il risultato non si sblocca, ha bisogno di qualcuno che suoni la carica con tutta la grinta in sua dotazione. Spesso ha fatto reparto da solo scarrozzandosi i compagni di reparto, ma quest’anno con Ronaldo… è anche qualcosa di più di un attaccante utile. Anche perchè se Mario fa legna, Ronaldo, anche con la Spal, si è inventato il gol come lui solo sa fare: col boato del pubblico bianconero davanti alla rete gonfiata dalla precisione del suo mancino.

Gol con applauso di Allegri. Per Cr7 capace di colpire a botta sicura in mezzo ad un grappolo di avversari su traversone di Douglas Costa, ma anche per quel Mandzukic piantato in mezzo alla difesa avversaria con almeno due giocatori in prossimità pronti come nel gioco del palo della cuccagna.

E poi mai un punto di riferimento chiaro. Ma qui a fare la differenza è il potenziale della rosa a disposizione di mister Max. Prima, punta esterna con Douglas Costa in protezione e Ronaldo pronto a sfruttare gli spazi, poi al centro del reparto offensivo per provare a raccogliere cross dalle fasce. Dopo quarantacinque minuti gli manca solo il gol. Ma la fascia da capitano l’ha subito rimessa ad altezza braccio. L’intervallo per uno come lui è utile per riaffilare solo le armi.  

Un primo tempo, comunque, non da far brillare gli occhi… aspettando il secondo e la gara col Valencia di martedì. Quella che nella testa dei giocatori conta di più. Dove eravamo rimasti? Alla fascia da capitano riposizionata ad altezza muscolo, ad un primo tempo scialbo e a Mandzukic guerriero. Ecco fatto. Quindici minuti di gioco della ripresa e ci mette l’ascia, il piedino, nel tap-in del raddoppio. Ma che scatto Ronaldo!

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