Marcello Chirico: “Top Planet? Ci rivedremo da un’altra parte” – ESCLUSIVA

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Il giornalista tifoso bianconero Marcello Chirico alla vigilia dell’esordio in Champions League della nuova Juventus di Cristiano Ronaldo in esclusiva su Juventus News 24

L’avventura della Juve di Cristiano Ronaldo in Champions League sta per cominciare. Dalla Spagna, sponda Valencia, l’inizio del percorso a ostacoli con destinazione finale Madrid, e con il chiaro obiettivo di alzare la coppa dalle grandi orecchie. Ne abbiamo parlato con Marcello Chirico, in esclusiva su Juventus News 24.

La Juve formato 2018/19 punta a vincere tutto. Su quali certezze si fondano le basi di questa stagione in Champions League e quali insidie si posso incontrare per strada?

«La certezza è che hai una squadra che quest’anno può fare ancora meglio rispetto agli ultimi anni. Hai Cristiano Ronaldo, che a dispetto dei suoi 33 anni rimane un pericolo pubblico, lo sarà ancora per qualche anno. La squadra è rinforzata, la Juve è nel gruppo delle favorite per la Champions. Immagino un esordio a Valencia pur sempre difficile, è la prima partita, fuori casa. In Spagna ultimamente in Champions non ci è andata bene, adesso però la squadra è più forte, abbiamo tutte qualità e caratteristiche per fare una buona gara e sfatare il tabù. Bisogna affrontare il girone con la massima attenzione, nel rispetto degli avversari. Specie in Champions, è un calcio differente rispetto al nostro. Anche se la squadra è stata potenziata e sono certo che a Valencia arriverà il primo grande successo».

Andrea Agnelli ha detto che il sogno Champions deve diventare realtà.

«C’è poco da interpretare nelle parole di Agnelli. Dopo sette finali perse, arriverà la finale che vinci. D’altronde non s’investe così tanto su una squadra per non vincere mai. Devi partire con la testa ben predisposta al successo. Non vedo perchè la Juve debba sempre partire con meno favori rispetto ad altri top club. Tu vai e te la giochi, i giocatori adesso li hai, la mentalità l’hai costruita. L’anno scorso, se a Madrid non ci avessero dato quel rigore contro a tempo scaduto, rischiavamo di passare il turno e arrivare di nuovo in finale. Secondo me Andrea Agnelli ha voglia di scrivere il nome della Juve più volte nell’albo d’oro per riscattare le ultime finali perdute».

In una stagione del genere, di fronte a tante aspettative, fa ancora più effetto il silenzio dello Stadium.

«I tifosi stanno facendo una protesta per una serie di motivazioni, dal caro biglietti alle restrizioni che hanno avuto. Siamo arrivati al punto che negli stadi sono state tolte anche le bandiere. I tifosi hanno questo modo di dimostrare il loro disappunto, e secondo me è sbagliato. Allo stadio si va per tifare, sostenere la propria squadra del cuore. Ormai hai i social, le tv, per esprimere i propri pareri ed eventualmente denunciare quello che non va. Il tifoso è da sempre il nostro dodicesimo uomo in campo, se stiamo zitti diventa come andare al teatro. I ragazzi della Curva Sud, però, hanno pienamente ragione su un aspetto: non devono essere i soli a trascinare la squadra, mentre il resto del pubblico va spesso a occupare i seggiolini per sbuffare quando le cose non vanno al meglio e applaudire solo dopo i gol. Vorrei che fosse tutto lo Stadium a tifare, non solo 7-8 mila su 42. In molte zone degli spalti sembra un mortorio».

In Serie A si è ripartiti da dove avevamo lasciato, con la Juve al comando e le altre a inseguire. Chi sarà l’anti-Juve quest’anno?

«L’anti-Juve non esiste, non c’è. Se continua di questo passo lo Scudetto si decide a dicembre, e non per colpa della Juve. E’ chiaro che si entra in campo con i giocatori migliori, il problema vero è che tutti gli altri pagano le politiche gestionali di molti anni. La Juve chiaramente alza l’asticella e continua a fare la sua storia. Altri negli anni hanno speso sperperando un patrimonio e si sono goduti la gloria pensando solo al presente, non è un caso che di quei presidenti oggi non ci sia più nessuno».

Hai parlato di programmazione, è questo il motivo per cui CR7 ha scelto di proseguire la sua carriera in bianconero?

«Cristiano Ronaldo ha scelto la Juve perché aveva bisogno di stimoli. Leggo anche commenti velenosi da parte di qualche suo ex compagno di squadra, dunque evidentemente il rapporto con il Real era giunto alla conclusione. Quella degli Agnelli è una tra le poche famiglie al mondo che sta al comando di una squadra da quasi cento anni. All’estero c’è più rispetto per il nostro blasone, la Juventus è tra i club più importanti al mondo. In termini di programmazione ha una marcia in più».

Marcello, ce lo chiediamo come molti tifosi della Juve: non ti vedremo più a Top Planet?

«Ho deciso che si dovesse chiudere un percorso della mia vita professionale, ho lasciato Mediapason, l’azienda che edita il gruppo di Tele Lombardia, e dunque anche Top Planet. Ci rivedremo da un’altra parte per continuare a divertirci insieme seguendo la nostra amata Juve».

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