Marchionni: «Chiellini ha incarnato la Juve, voleva primeggiare sempre» - ESCLUSIVA
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Marchionni: «Chiellini ha incarnato la Juve, voleva primeggiare sempre» – ESCLUSIVA

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Marchionni: «Chiellini ha incarnato la Juve, voleva primeggiare sempre». L’intervista all’ex bianconero – ESCLUSIVA

Dal ritiro di Chiellini alla partita contro il Genoa fino alla Juve di Allegri e non solo. Marco Marchionni, ex esterno bianconero, parla in questa intervista esclusiva a Juventusnews24.

Lei ha giocato con Chiellini alla Juve. Cosa lascia Giorgio ai bianconeri e al calcio?

«Alla Juve ha rappresentato tanto, ha incarnato lo spirito Juve. Fin quando c’è stato la classica frase “sudare per la maglia” si addiceva proprio a lui. Chiellini era uno dei pochi a fare questo. E poi lo fai nella Juve rende molto di più l’idea. Lascia anche un bel ricordo in Nazionale dove ha giocato tanto».

E a Marchionni cosa lascia?

«A me lascia tanto. Avere la possibilità di giocare con lui è stato un privilegio. Insegnava lo spirito di sacrificio che sarebbe da far conoscere ai ragazzi di oggi».

Chiellini può essere paragonato a giocatori come Del Piero e Buffon?

«Si. La sua carriera è stata soltanto alla Juve tranne le stagioni a Livorno, Fiorentina e Los Angeles. La maggior parte del suo tempo l’ha passato in bianconero e quindi può essere considerato nella scala di quei campioni».

Dal punto di vista tecnico, quanto era forte Chiellini come difensore?

«Lui aveva delle qualità da marcatore e da difensore puro che c’erano una volta, altrimenti non sarebbe stato tutto quel tempo alla Juve diventandone il capitano. Come difensore poteva avere qualcuna lacuna, ma poi lui riusciva a sopperire con la sua determinazione, la sua caparbietà e la sua voglia. Magari veniva saltato da un avversario, ma poi se lo ritrovava subito dietro…Tanti altri difensori, come Nesta, Cannavaro e Maldini, erano difficili da saltare. Se riuscivi a saltare Chiellini – ed era dura – ce l’avevi subito dietro».

C’è un aneddoto particolare che ha su Chiellini?

«Non c’è un aneddoto che può spiegare più di altri Chiellini. Quello che lo caratterizza è il suo modo di essere. Per lui era sempre una guerra. Non esisteva allenamento, partita o amichevole, ma solo il primeggiare davanti a tutti come è giusto che sia, altrimenti non stava tutti quegli anni alla Juve».

Lo vede già come dirigente della Juve?

«Dipenderà da lui e da quel che vorrà fare con la sua famiglia. Una volta che lo capirà, lui l’ambiente Juve lo conosce benissimo. E’ stato in America e magari il suo modo di pensare è cambiato. Credo che lui possa essere un grande dirigente, però fare il giocatore è una cosa e fare il dirigente è un’altra».

Passando alla Juve, è sorpreso di vederla lì al secondo posto dietro l’Inter?

«Il presupposto è che la Juve in quella posizione non è mai una sorpresa perché è pur sempre la Juve. In questi anni non ha fatto benissimo perché ha avuto delle difficoltà e in questa stagione magari non tutti si aspettavano la cavalcata che sta facendo, invece la gestione di Allegri sta dando i suoi frutti. E’ normale che ogni anno possano esserci difficoltà con giocatori che magari si pensava potessero dare qualcosa e invece non la danno, mentre stavolta è riuscito a trovare l’amalgama giusta. Secondo me si sono ricompattati spogliatoio e società e questo fa si che la Juve, quest’anno, abbia iniziato un percorso importante».

Come vede la lotta tra i bianconeri e l’Inter?

«Alla Juve ci vorrà continuità. L’Inter come rosa e giocatori può essere superiore, ma in campo si va in 11 e la Juve, con quegli 11 che vanno in campo, se la può giocare fino alla fine. E può puntare allo scudetto».

La difesa della non prende gol e… fa gol. E’ questa la vera forza dei bianconeri?

«E’ fondamentale come il fatto che la difesa parta dall’attacco. Se si corre tutti quanti insieme è molto più facile difendere. Se i difensori riescono a far gol, poi, sono gol guadagnati. Ci vorranno i gol degli attaccanti perché la Juve, purtroppo, quest’anno sta facendo fatica in avanti. Credo che Allegri, comunque, possa essere soddisfatto di una squadra che con poco, in termini di gol, sta ottenendo risultati ottimi».

Secondo Marchionni come possono riuscire a sbloccarsi i vari Chiesa, Kean, Milik e Vlahovic?

«Il baricentro della squadra magari è basso e quindi per loro sono tanti i 60-70 metri da fare per risalire il campo. Secondo me Allegri in questo momento sta pensando, come si suol dire, al sodo e accetta, in questo momento, il baricentro basso perché ottiene risultati, magari lo accetta in questo momento. Però una squadra come la Juve dai suo attaccanti chiede molto di più. Non è detto che la colpa sia loro: gli attaccanti fanno gol se tutta la squadra li mette nelle condizioni di farli. E’ comunque impensabile che Chiesa e Vlahovic debbano fare 70 gol scartando tutti...».

Domani la Juve va a Marassi per giocare col Genoa. Quali insidie nasconde questa trasferta per i bianconeri?

«Le insidie dipenderà da come la Juve affronterà la partita e da come il Genoa giocherà. Sappiamo tutti che adesso come adesso non ci sono partite scontate e ogni squadra può battere l’altra. Se la Juve gioca da Juve ha molte più probabilità di vincere. Giocare a Marassi, comunque, è molto duro».

Lei ha giocato con Palladino alla Juve. Lo vede pronto per un eventuale approdo sulla panchina di una big?

«L’anno scorso nessuno avrebbe pensato che potesse far bene e invece con la sua umiltà, con la sua voglia e la sua caparbietà ha ottenuto risultati anche insperati. Credo che sia giusto che un allenatore così giovane e che ha fatto così bene al Monza possa attirare l’attenzione delle squadre importanti. E’ normale che poi allenare un contesto come Monza dove è stato costruito qualcosa di importante è un conto e allenare squadre diverse è un altro. Io lo conosco, ci ho giocato insieme e lui le idee ce l’ha. Palladino è un ragazzo eccezionale e sicuramente potrà fare squadra. Dipenderà dai risultati, come per tutti gli allenatori…».

Si ringrazia Marco Marchionni per la cortesia e la disponibilità mostrate in occasione di questa intervista

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