Matteo Paro, Juve? A Crotone la vittoria più bella

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Matteo Paro ha vinto con entrambe le squadre il campionato di B «Col Crotone però tutto un altro sapore, nessuno ci dava un soldo. Dopo ogni ko siamo sempre ripartiti». Dieci anni fa lo storico gol a Rimini

Matteo Paro ha giocato con entrambe le squadre, prima la Juve e poi il Crotone. E a distanza di nove anni ha rivissuto con i rossoblu la promozione in A proprio come con la Juventus 2006-07 targata Deschamps. «Quella con la Juve era una vittoria annunciata da tempo, questa è diversa, nessuno ci dava un soldo bucato alla vigilia per cui la sento mia, perchè ci sono arrivato a 33 anni, con sacrificio e impegno. Ha un sapore sicuramente diverso» ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport. Dopo la vittoria del campionato è però rimasto svincolato e alcuni voci lo hanno avvicinato alla panchina del Genoa come assistente dell’inseparabile Juric, proposta per la quale avrebbe rifiutato la proposta del Mantova di giocare ancora un’altra stagione. Per ora se ne riparlerà poi la prossima stagione.

ALLA JUVE – Matteo Paro con la maglia della Juve ha siglato il primo storico gol in serie B nell’1-1 contro il Rimini. Dechamps lo utilizza stabilmente come regista di centrocampo in co-abitazione con Gianicchedda o Cristiano Zanetti. Poi l’infortunio nella seconda parte della stagione spalanca le porte ad un giovanissimo Claudio Marchisio. In totale saranno 28 presenze in quel campionato, di cui 22 da titolare. Al ritorno in A però passa in comproprietà al Genoa, dove stringerà un legame indissolubile con Ivan Juric. Quando infatti il croato diventa allenatore lo chiama con sé nel Mantova in Lega Pro affidandogli la fascia da capitano e poi, la scorsa stagione, lo porta in B a Crotone. L’ultima volta di Paro in cadetteria risale a tre anni prima, con la maglia del Vicenza«Quando mi telefonò il mister mi disse se volevo tornare a Crotone. L’ obiettivo era salvarci con tranquillità. Poi, cammin facendo, è venuto fuori un campionato eccezionale dove tutti abbiamo contribuito al massimo delle nostre possibilità. Siamo stati bravi a non farci trascinare in quei tunnel che si formano dopo una sconfitta; infatti dopo ogni ko siamo tornati a vincere e questa è stata la nostra forza».

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