Moratti: «Inter in finale un segno del destino, ora può battere la Juve»

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Moratti: «Inter in finale un segno del destino, ora può battere la Juve». Le dichiarazioni dell’ex presidente dell’Inter

Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, è stato intervistato da Tuttosport.

a partita con gli andalusi, a dieci anni dal Triplete, rappresenta un po’ un cerchio che si chiude?
«Beh, non dimenticherei però la Coppa Italia vinta l’anno seguente e quanto fatto da Leonardo in quel campionato che era nato male per i motivi che tutti sanno. E Leo è stato bravissimo a rimettere le cose a posto. Però, devo ammettere che è interessante il fatto che questo cammino compiuto in Europa sia arrivato esattamente dieci anni dopo il trionfo di Madrid e credo che, al di là di quanto succederà con il Sivilgia, sia davvero iniziato un nuovo percorso».

Cosa glielo fa dire?
«Lo vedi da come la squadra è stata strutturata, dall’impostazione che le è stata data, dal gioco espresso in campo: tutti fattori che inducono a essere molto ottimisti».

Suning può iniziare a vincere proprio dalla “sua” stessa Coppa: un segno del destino?
«Penso anch’io che possa esserlo. Noi eravamo arrivati in finale pure nell’anno precedente e forse non avevamo dato la dovuta importanza all’evento. Ma la Coppa Uefa, come la Coppa Italia, sono quei trofei che, se vinti, ti danno l’ambizione di fare qualcosa di importante anche in campionato».

In cosa Conte le ricorda Mourinho?
«Io non faccio mai raffronti tra i vari allenatori, certo è che colpisce la grande attenzione che ci mettono entrambi e il fatto che pensino sempre e solo al calcio. Condizioni che rendono Mourinho e Conte professionisti completi nel lavoro che fanno. Poi entrambi sono ossessionati dalla vittoria: sanno che devono puntare a quello e il loro atteggiamento fa da traino a tutta la società».

L’Inter vista in Germania, può realmente lottare per battere la Juve in campionato?
«Il percorso fatto in queste finali è utile soprattutto a questo, a prescindere che la Coppa si vinca o meno. Ora c’è la consapevolezza di avere le doti e le qualità necessarie per poter competere in campionato. Questa è la cosa più importante di questo agosto dedicato al calcio».

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