
Le statistiche dell’ultima annata in Brasile del portiere ex Arsenal guidano le valutazioni di Carnevali per l’ingaggio a parametro zero
L’infortunio di Kamil Grabara ha imposto una stretta decisa sui tempi di reazione della dirigenza bianconera, che continua a mettere Neto in cima alle opzioni per la porta. Svincolatosi dopo l’ultima parentesi trascorsa in Brasile con la maglia del Botafogo, il trentasettenne brasiliano ha già manifestato tramite i propri agenti la massima disponibilità per un ritorno a Torino. Tra le scrivanie della Continassa si stanno soppesando nel dettaglio i dati prestazionali dell’ultima stagione per capire se il profilo garantisca la reattività e la continuità immediate richieste da Luciano Spalletti per fare da vice a Vicario.
L’analisi dei suoi numeri nell’ultimo campionato brasiliano evidenzia una costante sollecitazione tra i pali ma anche un’ottima attitudine nell’impostazione dal basso. Nelle sue 10 presenze da titolare (857 minuti complessivi), Neto ha collezionato 33 salvataggi totali con una media di 3.3 parate a partita (70% di efficacia), dimostrando ottimi riflessi sia sulle conclusioni ravvicinate (18 parate in area) sia da fuori (14 salvataggi). A questi dati si aggiunge il 100% di uscite riuscite e una notevole pulizia nella gestione del pallone con i piedi, testimoniata dal 91% di passaggi riusciti nella propria metà campo (14.9 su 16.3) su 33.2 tocchi medi a match.
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Non mancano tuttavia alcuni elementi critici su cui la dirigenza sta riflettendo attentamente: lo score parla infatti di 14 reti incassate (1.4 a partita), un dato di gol evitati pari a -1.14 e 2 errori diretti che hanno portato al gol, cifre legate anche al contesto tattico molto sbilanciato del Botafogo. Ciononostante, la possibilità di tesserare un usato sicuro a costo zero, privo di indennizzi d’acquisto e con una conoscenza pregressa perfetta dell’ambiente juventino, colloca comunque Neto in nettissimo vantaggio rispetto alle alternative Sergio Rico e Alfred Gomis.