Nicolodi (Sky): «Haaland? Bisognava prenderlo già a gennaio» – ESCLUSIVA

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Pietro Nicolodi fa un quadro dei talenti della Bundesliga, con un occhio di riguardo sulla Juve: ecco le parole del giornalista

Pietro Nicolodi, volto noto di Sky Sport, ha legato la sua esperienza lavorativa alla Bundesliga. Il giornalista, intervenuto ai microfoni di Juventusnews24, ha dipinto un quadro del campionato tedesco, unico dei top 5 europei ad essere ripartiti dopo lo stop per l’emergenza Coronavirus. Nicolodi poi traccia i profili dei calciatori accostati alla Juventus, uno su tutti Erling Haaland.

In Bundesliga si è ripartito alla grande, con gare spettacolari e dal ritmo molto elevato. Pensa in Italia si possa riproporre il modello tedesco?

«Speriamo, l’unica chanche è che si adotti un metodo del genere che per il momento sta dando eccellenti risultati. Quindi speriamo che si riprenda anche qui».

Domani una grande sfida tra Bayern Monaco e Borussia Dortmund. Per la panchina dei bavaresi si è fatto spesso il nome di Massimiliano Allegri. Niente da fare, dato il rinnovo di Flick. Come avrebbe visto Allegri sulla panchina dei bavaresi?

«È andata talmente bene a Flick che alla fine hanno deciso di tenerlo. Direi che hanno fatto abbastanza bene. Sicuramente è un allenatore capace, non ci sono dubbi, i risultati lo dimostrano. Poi sarebbe stato interessante vedere l’adattamento ad una realtà totalmente diversa come il Bayern, sarebbe stato davvero interessante».

Un ex Juve approdato in Germania è invece Emre Can, passato al Borussia Dortmund a gennaio dalla Juventus. Favre sta sfruttando le sue abilità e la sua versalità. Come valuta il suo impatto in Bundesliga?

«Ogni tanto gioca centrale difensivo, è un po’ adattato lì. Sostanzialmente è meglio quando gioca Hummels dietro, però può fare anche quello. Ha giocato benissimo da quando è arrivato, niente da dire. Ottimo rendimento, poi lui è un buonissimo giocatore in generale».

Erling Haaland è una forza della natura e anche al Borussia Dortmund ha mostrato il suo valore, in continua crescita. Rischia di essere un rimpianto per la Juve?

«Bisognava prenderlo a gennaio sostanzialmente. Mi sento di condividere la sua scelta, Dortmund è il posto giusto per lui adesso: un po’ perchè è una realtà più tranquilla, rispetto a quella che può essere rappresentata dalla Juventus e dall’Italia, e un po’ perchè era sicuro di avere spazio e giocare in una squadra che è talmente offensiva, che crea talmente tanto da essere perfetta per lui».

Passando ad un altro giovanissimo dalle belle speranze, accostato alla Juventus. Havertz ha cambiato ruolo. In questa veste inedita di centravanti, potrebbe essere il tipo di giocatore adatto nel tridente con Dybala e Ronaldo?

«Sa fare veramente tutto. Tecnicamente è una bestia, un giocatore fantastico. Poi bisognerà testarlo da un ambiente diverso rispetto a quello di Leverkusen, però capisco che tutte le squadre del pianeta lo vogliano. Ogni tanto fa vedere delle cose che non stanno ne in cielo ne in terra».

Il Bayer Leverkusen infatti è uscito con le ossa rotte dal doppio confronto con la Juve in Champions League. La vittoria col Gladbach porta a 12 i risultati utili consecutivi. Tanto merito della Juve in quelle due partite?

«Il Leverkusen è così: lo vedi in certe partite e ti viene da dire ‘Chi sono questi?’, in altre esclami che sono i più forti. Non hanno mai misura. Si vede che comunque stanno capendo perfettamente l’allenatore, però non sai mai cosa può succedere. Ci sono state delle mezz’ore incredibili, dove non riuscivano a segnare per poi prendere gol alla prima occasione contro e da lì si spegneva la luce. Una squadra interessante, di talento, che gioca un calcio tutto particolare, con un allenatore che predilige molto il possesso di palla. E’ sempre un punto di domanda. Gioca in un posto particolare, con poco più di 150mila abitanti, è un sobborgo di Colonia. Praticamente esiste perchè c’è la fabbrica, la Bayer. Giochi in un’atmosfera tranquilla. Paradossalmente hai molto più pressione se giochi nel Colonia. E’ una specie di Atalanta dal punto di vista mediatico: tutto quello che fa di buono, va bene, se non va bene, pazienza».

In conclusione, un grande talento della Juve non ha trovato continuità ancora in Bundesliga. Come valuta l’esperienza di Coman al Bayern Monaco?

«E’ stato sfortunato da quante volte si è rotto, anche perchè l’unico modo per fermarlo è stenderlo, abbastanza impressionante. Non ha ancora avuto una stagione intera nella quale poter essere continuo. Ha dei lampi veramente tremendi, però è mancato in continuità. Molto forte, da tenere d’occhio, capace di fare un sacco di cose».

Si ringrazia Pietro Nicolodi per la disponibilità e la cortesia mostrate in questa intervista