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Pinsoglio l’uomo in più della Juventus. Da Ronaldo alla petizione sul web

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Pinsoglio l’uomo in più della Juventus: da Ronaldo alla curiosa petizione sul web per il terzo portiere bianconero

L’importanza di chiamarsi Pinsoglio è sottovalutata. Perché il terzo portiere negli ultimi anni si è ritagliato un ruolo decisivo, lontano dai riflettori e dal campo (appena 3 presenze ufficiali in 6 stagioni sotto la Mole e la media poco invidiabile di una partita ogni due anni) ma sempre nel cuore del gruppo e al fianco dei veterani. Trentuno anni compiuti da poco, un rapporto speciale con Cristiano Ronaldo, e considerato a furor di popolo il nuovo talismano juventino, dopo Padoin. Lo dice anche il palmares, perché 3 scudetti, due Supercoppe, e una Coppa Italia non si vincono per caso e “Pinso” è riuscito a metterle in bacheca (con relativi bonus..) senza essere protagonista in campo. Un privilegio per pochi, così come l’amicizia con Cristiano Ronaldo: tra i due ballano poco più di 30 milioni di euro (31 milioni netti il portoghese contro gli 0,3 milioni netti a stagione del portiere), eppure sono inseparabili.

Pinsoglio è il partner designato delle esercitazioni di tiri (e punizioni) supplementari di Cristiano in allenamento, ma anche prezioso confidente fuori dal campo. E’ stato l’unico compagno di squadra invitato all’ultimo compleanno del portoghese, insieme a pochi familiari e pochissimi amici scelti, ma i due si sono ritrovati anche a Capodanno con rispettive compagne. Nel 2019 Pinsoglio si è sottoposto a un trattamento contro la calvizie proprio nella clinica di CR7 in Portogallo, e il suo incoraggiamento negli allenamenti e in partita (“Dai un po’, eh!”) è diventato virale prima nello spogliatoio e poi tra i tifosi juventini. Perché oltre ad essere portiere Pinsoglio è anche anima del gruppo e motivatore, tanto da innescare la petizione web «Portare Pinsoglio all’Europeo 2021 e al Mondiale 2022», una provocazione che però ha già raccolto più di 4200 adesioni, con obiettivo fissato a 5000. Chissà se Mancini ci avrà fatto un pensierino… Il portiere, nell’intervista a Tuttosport, ha spiegato così il suo ruolo all’interno dello spogliatoio: «Il mio ruolo è particolare. Sento di dover essere sempre a disposizione della squadra, così entro nello spogliatoio sorridendo e non smetto finchè non finisce tutto. Faccio ridere i miei compagni. Se c’è bisogno di tirare su qualcuno gli sto vicino, lo sprono anche prima della partita. Fa piacere sentirmi dire: “Grazie che mi sei stato vicino”. O anche: “Dai, aiutami che faccio qualche tiro in porta”. E questo sento che fa bene alla squadra». Un compito certamente non da tutti.

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