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Presidenza FIGC, la corsa entra nel vivo: Malagò pronto a giocarsi una carta a sorpresa. La novità

Presidenza FIGC, la corsa entra nel vivo per il nuovo numero uno del calcio italiano. Malagò potrebbe giocarsi a sorpresa la carta Maldini
La corsa per la presidenza della FIGC entra nel vivo, trasformandosi in una complessa partita a scacchi dove ogni mossa diplomatica può spostare decine di voti. Al centro della scena troviamo Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, i due pesi massimi che si contenderanno la successione di Gabriele Gravina il prossimo 22 giugno.
L’ultimo atto pubblico della sfida si è consumato a Roma, nella cornice dell’hotel Parco dei Principi, durante un evento del Cenacolo della Fondazione Canova Club. Nonostante la cordialità mostrata a favore di camera, l’atmosfera resta tesa. La presidenza della FIGC non è solo una poltrona di prestigio, ma il centro di comando di un sistema calcio che necessita di riforme profonde e nuovi equilibri.
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Se la serata romana ha offerto l’immagine del fair play, la giornata odierna rappresenta il vero test politico. I due candidati sono attesi a un confronto decisivo con l’Assocalciatori (AIC) di Umberto Calcagno e l’Assoallenatori (AIAC) di Renzo Ulivieri. In ottica elettorale, questo passaggio è fondamentale: insieme, queste due componenti detengono il 30% dei voti totali (20% ai calciatori e 10% agli allenatori).
Mentre la Lega Serie A, che vale il 18%, sembra orientata a sostenere Malagò, la partita per la Presidenza FIGC si vincerà convincendo i “blocchi” storici:
- Lega Nazionale Dilettanti: il pacchetto più corposo con il 34% dei voti.
- Lega Pro: un 12% che può fare da ago della bilancia.
- Serie B: il 6% che completa il quadro dei professionisti.
Oltre ai nomi di Malagò e Abete, continua a circolare una suggestione che scalda il cuore dei tifosi e degli addetti ai lavori: quella di Paolo Maldini. Sebbene Malagò abbia cercato di smorzare i rumors, la figura dell’ex capitano del Milan viene vista come l’unica capace di unificare le diverse anime della federazione. Un profilo tecnico e carismatico che darebbe alla presidenza della FIGC un respiro internazionale immediato.
In attesa di capire se questa suggestione diventerà realtà, Malagò continua a tessere la sua rete di consensi anche tra i dilettanti e nelle serie minori, cercando di erodere il terreno di un Abete sempre solidamente radicato nel tessuto federale. La strada verso il 22 giugno è ancora lunga, ma i segnali che emergeranno dai colloqui con AIC e AIAC saranno determinanti per stabilire chi, alla fine, siederà sulla poltrona più ambita del calcio italiano.