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Romulo: «Juve Inter sarà una bella gara. Così Allegri può battere Inzaghi»

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Romulo: «Juve Inter sarà una bella gara. Così Allegri può battere Inzaghi» ha detto ai microfoni di Gazzetta.it

Intervenuto ai microfoni di Gazzetta.it, l’ex bianconero Romulo ha appresentato così la sfida di questa sera tra Juve e Inter. Di seguito le sue parole.

PRESENTE E FUTURO – «A quasi 35 anni mi diverto ancora in campo. Nel frattempo, però, studio già da allenatore. Ho avuto la fortuna di lavorare con tutti e due (Allegri e Inzaghi ndr), mi piacerà studiare le loro mosse in un match così delicato».

CRUZEIRO – «Mi trovo benissimo, il club è molto organizzato e mira a raggiungere il livello dei top club europei. Il progetto è ambizioso, io mi sento in forma e gioco tante partite: a maggio compirò 35 anni, ma mi alleno ancora bene e sono uno dei migliori nei test atletici. Finché il fisico regge, non mi ritiro. Dopo, invece, farò l’allenatore: sto studiando già adesso, punto a mettermi alla prova non appena chiuderò la mia esperienza da calciatore».

JUVE-INTER – «Sarà una bella partita, che metterà a confronto due allenatori diversi, ma molto intelligenti. Allegri può fare la differenza grazie ai giocatori in panchina, che gli permettono di cambiare modulo nel corso dei 90’, mettendo l’avversario in difficoltà. Inzaghi sarà meno imprevedibile, ma le sue squadre giocano a memoria: l’Inter si difende bene, in attacco ha giocatori importanti che possono segnare in qualsiasi momento: Lautaro mi piace tanto».

ALLEGRI – «Max è il numero uno nella gestione dello spogliatoio. Quando ero alla Juve, c’erano campioni del calibro di Buffon, Pirlo, Tevez, Pogba, Vidal… ma anche ragazzi che dovevano ancora crescere tanto. Max ci sapeva tenere sull’attenti, facendo sì che tutti si sentissero allo stesso livello e remassero sempre nella stessa direzione. Ricordo una partita contro il Sassuolo, vincemmo 1-0 con gol di Pogba. Al mister non era piaciuto l’atteggiamento di Paul, che nel pre partita ballava e ascoltava musica ad alto volume. Pochi giorni dopo lo multò, costringendolo a pagare una cifra salatissima: non gli importava che fosse stato decisivo, per Allegri era fondamentale indicare la via a lui e ai suoi compagni».

INZAGHI – «Simone ha allenato calciatori meno forti, ottenendo comunque ottimi risultati: merito della sua grinta, ma anche del modo in cui lavora. Quando sceglie un modulo o uno schema, martella il gruppo fino allo sfinimento. Crede tanto nelle sue idee e i risultati, alla fine, si vedono sul campo. Cuore caldo e testa fredda: è la descrizione perfetta per lui».

SCUDETTO – «La classifica strizza l’occhio al Milan, da qui alla fine però può succedere tutto. L’Inter, con una partita in meno, può ancora scavalcare le avversarie e cercare il secondo scudetto consecutivo. Domenica, però, vedo favorita la Juve: qualora i bianconeri vincessero lo scontro diretto, non escludo uno scherzetto a fine campionato. Chiellini e compagni hanno vinto più di tutti negli ultimi 10 anni, sanno come si arriva in fondo. Non è un caso che, negli ultimi due mesi, in campionato la Juve ha sbagliato pochissimo».

IL PIÙ ATTESO – «Paulo ha una classe e un’eleganza fuori dal comune, potrebbe cambiare la partita da un momento all’altro. Le migliori gare, però, le ha giocate partendo da destra o dalla trequarti. Nel 3-5-2 di Inzaghi non sarà facile trovargli un posto: potrebbe essere una mezzala alla Luis Alberto, oppure una seconda punta che si muove tanto. In ogni caso, Simone dovrebbe costruire la squadra intorno a lui, per metterlo nelle condizioni di rendere al meglio e far sì che pure i compagni ne beneficino: non sarà semplice, ma per Paulo vale la pena provarci».

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