Sacchi: «Sarri non è il regista adatto per questi attori. Doveva rifiutare la Juve»

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Le dichiarazioni di Arrigo Sacchi, ex c.t. della Nazionale ed ex tecnico del Milan, sulla Juventus di Sarri

Arrigo Sacchi, intervistato da Il Mattino, ha parlato anche della Juventus e dell’arrivo di Sarri sulla panchina bianconera. Ecco le sue dichiarazioni.

CRITICHE – «L’altra sera ero a Ravenna con Riccardo Muti e si parlava di Maurizio. E io gli dico: maestro, ma se chiede per la sua orchestra un violinista e invece le forniscono il miglior clarinetto del mondo, è la stessa cosa per la sua musica? Mi aspettavo queste difficoltà di Sarri. Al centro del progetto c’è il giocatore o il gioco? In un film conta la trama o l’attore? Roberto De Niro va bene per qualsiasi tipo di film? Ecco, Sarri ha dovuto fare i conti con giocatori che in questi anni hanno dato davvero tanto e quello che c’era prima, Allegri, era ai suoi antipodi. Se uno è al polo Sud l’altro è al polo Nord. Allegri diceva vale solo la vittoria e allora ha costruito una squadra in base a questo intento. Sarri ha preso la sua squadra, con un anno in più, satura di vittoria e cos’altro poteva fare?».

AVVERSARI – «Un calciatore della Juve vale quanto tutta l’Atalanta. Ma non solo per questo: vincerà lo scudetto anche per gli sforzi di Maurizio di trovare un equilibrio tra queste difficoltà. Non si muove nessuno senza palla. Non corrono finché non hanno la palla tra i piedi. Ritorno all’esempio dei film: non era il regista adatto per questi attori. Doveva accettare? Forse no. Ma la prossima stagione le cose possono cambiare. Io arrivai al Milan, ero un signor nessuno ma mi imposi: questo e quello non lo voglio. Puntai i piedi. Mi ascoltarono. Forse a lui è mancato questo».

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