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Scudetto Inter: Conte e Marotta pungono la Juve. Ma Agnelli e Zhang…

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L’Inter celebra lo Scudetto vinto con Antonio Conte in panchina: non mancano però le frecciatine del tecnico e Marotta alla Juve

L’Inter celebra il diciannovesimo Scudetto della sua storia arrivato con la vittoria di Crotone e il pareggio dell’Atalanta contro il Sassuolo: titolo vinto con Antonio Conte in panchina che trionfa al suo secondo anno in nerazzurro. La Juventus, pochi secondo dopo l’aritmetica certezza, ha voluto complimentarsi con l’Inter con un messaggio sui social. Messaggio che arriva puntuale e che rimarca il rapporto cordiale tra le due società espresso in maniera lampante dalla vicinanza tra Agnelli e Zhang in tutte le questioni di politica calcistica. Rapporto però non idilliaco con i grandi ex, Antonio Conte e Beppe Marotta. Il tecnico e l’amministratore delegato hanno concesso diverse interviste ieri dopo la vittoria del titolo non risparmiando qualche frecciata, più o meno velata, alla Juventus.

Antonio Conte: “odi et amo”, la stella e il dito medio

Antonio Conte non si è lasciato benissimo con la Juventus: la fuga dal ritiro del 2014 non è andata giù ad Andrea Agnelli che più volte ha posto un veto ad un eventuale ritorno del tecnico sulla panchina bianconera. L’exploit della polemica si è visto nella semifinale di ritorno della Coppa Italia tra Juventus e Inter allo Stadium: dito medio di Conte verso Agnelli e insulti del presidente bianconero. Dure le parole del tecnico a fine gara ai microfoni di Rai Sport: «Fonti Juventus dovrebbero dire la verità. Penso che il quarto uomo abbia visto cosa è successo per tutta la partita. Bisognerebbe essere più educati. Non c’è niente da dire su Agnelli, ci deve essere più sportività e rispetto per chi lavora». Il giorno dopo il siparietto poco edificante, i tifosi della Juventus fecero partire una petizione per togliere la stella ad Antonio Conte dallo Stadium.

Conte ieri poi ha esaltato la figura da presidente della Juve di Andrea Agnelli, in quanto tifoso ma ha rimarcato il suo nuovo amore per l’Inter. Il tecnico nerazzurro non ha risparmiato qualche frecciata anche al progetto tecnico bianconero, con Pirlo in panchina: «Ci sono volte che giochiamo con due interni accanto a Brozovic e volte in cui giochiamo con due registi in costruzione. Noi, quando abbiamo la palla, sappiamo benissimo cosa fare. E sappiamo benissimo cosa fare anche quando la palla ce l’hanno gli altri», e non sono mancate anche le frecciatine ai tifosi:  «Conte out? Io sono convinto che molti fossero tifosi delle altre squadre. Perché a loro conveniva». Queste le parole rilasciate ieri a Sky.

Beppe Marotta: l’addio e i retroscena e il desiderio seconda stella

Beppe Marotta annunciò il suo addio alla Juventus in un sabato di settembre prima di Juve-Napoli: era l’anno dell’arrivo di Cristiano Ronaldo e le voci di una contrarietà dell’allora dg, al fronte dell’entusiasmo di Allegri e Paratici, per CR7 si rincorrevano all’impazzata. Pochi mesi dopo Marotta passò all’Inter chiamato subito da Zhang dopo le sue dichiarazioni, come ha rivelato a Sky: «Quando ho lasciato la Juve era sabato, domenica mattina ho ricevuto un sms da Steven Zhang».

Marotta ha fatto sentire subito la sua voce prima della gara rinviata tra Juve e Inter, con i bianconeri che spingevano per giocare a porte aperte in un periodo in cui l’Italia scopriva gli effetti del Coronavirus. Le sue parole a Sky Sport: «Sicuramente è un’atmosfera surreale. Il pubblico è una componente fondamentale di una partita di calcio, senza si sminuisce valore e emozione. C’è un decreto legge del Consiglio dei Ministri che vale fino a mezzanotte di domenica quindi giocare a porte chiuse è una situazione forzata. Rimettendomi a quello che ho già detto ad Agnelli precedentemente, la salute dei cittadini va assolutamente salvaguardata. A malincuore accettiamo questa decisione». La gara poi diventò tristemente l’ultima prima del lockdown e l’assenza dei tifosi era destinata a diventare normalità.

Nell’intervista rilasciata ieri sera a Sky Calcio Club, Marotta ha rivendicato il lavoro fatto e l’orgogliosa scelta di Conte, tecnico esperto e vincente. Di nuovo frecciata alla Juve per Pirlo? Le sue parole: «Io ho una mia teoria. Meglio un allenatore bravo, che costa tanto, che prendere un giocatore in più con un allenatore scarso. La retribuzione di Conte è in sintonia con il suo palmares. Noi il problema dell’allenatore l’abbiamo risolto con l’arrivo di Antonio Conte». Ma non solo, Marotta ha chiuso la porta ha un ritorno alla Juventus dichiarando di voler aprire un ciclo all’Inter e vincere lo Scudetto della seconda stella, dopo la terza alla Juve.

Marotta ha poi fatto preofessione di interismo su una possibile rivalsa sulla Juve, a Radio Sportiva«No, solo sana competitività. Appagante interrompere egemonia bianconera. Rapporti buoni, ma in campo cerchi di vincere. Ieri è diventato concreto il sogno di vincere che avevo all’inizio della mia avventura nerazzurra».

Agnelli e Zhang: complimenti e accordi sulla politica sportiva

Nella selva delle frecciatine tra protagonisti ed ex, spicca il rapporto idilliaco tra Steven Zhang e Andrea Agnelli. I due presidenti sono amici e lo dimostra anche il totale accordo nelle questioni di politica sportiva. Zhang ha seguito Agnelli all’ECA e nel progetto Super League e le posizioni di Inter e Juve sono quasi sempre concordi in Assemblea di Lega. Agnelli si è poi complimentato con Zhang ieri dopo la conquista dello Scudetto: «Complimenti Steven! Felice per te e fiero di essere tuo leale avversario in campo e amico fuori dal campo. Noi torneremo…  Inter». Un rapporto che dunque guarda al calcio in maniera totale, senza soffermarsi sul giudizio del campo. Giusto o sbagliato, la storia sportiva (con la s minuscola) darà una risposta.