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Serena: «Chi vince Juve Torino prende più dei 3 punti. Scudetto? Allegri ha più possibilità» – ESCLUSIVA

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Serena: «Chi vince Juve Torino prende più dei 3 punti. Scudetto? Allegri ha più possibilità». L’intervista all’ex attaccante – ESCLUSIVA

Dal pareggio con l’Atalanta al derby col Torino di sabato (per lui da doppio ex) fino a Chiesa, Vlahovic, il gioco di Allegri e molto altro. Aldo Serena, ex attaccante della Juve, parla di tutto questo e molto altro in esclusiva a Juventusnews24.

La Juve poteva fare di più con l’Atalanta? O, viste le assenze di Vlahovic e Milik, è stato un buon pareggio?

«L’Atalanta si sta ritrovando sui ritmi che negli ultimi anni l’hanno portata ad essere una realtà del calcio italiano. E quindi non è semplice giocare in quel contesto. Nel primo tempo la Juve ha tenuto testa alla Dea e la partita è stata in equilibrio. Nel secondo la veemenza dell’Atalanta ha spinto un po’ i bianconeri a giocare più bassi, per cui ci sono state meno opportunità per gli attaccanti. Kean, comunque, ha lottato ed è sempre stato attivo, pur non creando particolari problemi ai difensori dell’Atalanta. Nell’impegno e nella voglia di pressare c’è sempre stato. E Chiesa ha avuto un minimo di pericolosità».

Da ex di Juve e Torino, che derby si aspetta allo Stadium?

«Il derby di Torino è un derby molto fisico e intenso, al limite della cattiveria sotto il profilo dei contrasti e della fisicità. Mi aspetto un derby su queste tracce. Il Torino è in fase di stallo, non ha preso una via ben definita nel suo campionato. Ha trovato un punto di riferimento molto importante nell’arrivo di Zapata perché lui sa difendere molto bene la palla e con lui può conquistare campo. Però ai granata manca un po’ di qualità in fase conclusiva e spesso fanno degli errori, anche perché giocano su ritmi alti e a volte peccano in lucidità. La Juventus, brava a raccogliersi e ripartire, dovrebbe approfittare di qualche svarione e posizione malfatta da parte dei giocatori di Juric».

Come valuta questa partenza di Chiesa-Vlahovic? E se il serbo non dove recuperare?

«Vlahovic e Chiesa sono una coppia ben assortita. Sono partiti bene e stanno trovando un’intesa. Con Chiesa più centrale rispetto agli anni passati l’idea di giocare l’uno per l’altro è una cosa che si perfeziona proprio con l’impiego e i minuti giocati insieme. Allegri punta tanto su questa coppia e averli nel derby sarebbe importante. Chi lo vince prende sicuramente autostima e coraggio, oltre ai 3 punti. Se Vlahovic non dovesse esserci col Torino c’è comunque Milik che sta recuperando».

Secondo Serena è possibile che la Juve possa cambiare modulo durante la stagione?

«L’idea è quella di tenere Chiesa e Vlahovic molto vicini e giocare con 2 punte. 3-4-3 o 4-3-3 in futuro? Non so cosa ci sia nella testa di Allegri, ma un eventuale cambio di modulo non sarà così immediato».

Rabiot sottotono fino a questo momento. E’ solo per un discorso fisico?

«Il francese è molto legato alla sua condizione fisica perché è un incursore e un giocatore fisico. Lui ha bisogno di gamba per fare i contrasti e fare la fasi di interruzione del gioco avversario e di ripartenza negli spazi che gli vengono concessi per andare a concludere. Rabiot non è uno di quei giocatori tecnici che, anche in condizione fisica approssimativa, riesce a fare delle giocate. Lui ha bisogno di essere al top della condizione e in questa fase della stagione non è al 100%».

Come mai Iling-Junior sta trovando poco spazio?

«Nella fase offensiva Iling-Junior è un giocatore che ha una prorompenza, una vivacità e una intraprendenza da sfruttare. Nella fase difensiva deve ancora crescere e forse è per questo deficit che Allegri non lo sta impiegando tanto».

Gli esterni non stanno dando un grande contributo. Da cosa è dovuto?

«Cambiaso è un giocatore più lineare e più tattico che va adoperato anche in partite difficili. Su Kostic c’è un punto di domanda. Quello visto lo scorso anno, per i primi 6 mesi, era un furia incontenibile. Dopo si è un po’ eclissato. Deve ritrovare quella brillantezza e quello sprint dei primi mesi del campionato scorso. Dall’altra parte McKennie è un giocatore di contenimento che ha forza fisica e sa fare tutto benino, ma non bene. Weah? Deve mettere in campo un atteggiamento più “bellicoso”, aggressivo e determinato. Le qualità le ha, secondo me deve cambiare atteggiamento mentale».

Domani si saprà l’esito delle contro-analisi di Pogba. Che giudizio dà a questo anno del francese alla Juve?

«Pogba, oltre ai problemi noti, in certi momenti ha avuto qualche atteggiamento sopra le righe. Penso a quando è arrivato tardi negli allenamenti. E’ stato anche sfortunato con gli infortuni a ripetizione che ha avuto. Capisco che per un ragazzo possa essere difficile reagire, però un professionista deve fare di tutto per rimettere in campo le proprie qualità. Contro-analisi? Dovessero essere confermate, la squalifica sarebbe abbastanza lunga. Non so cosa deciderà di fare poi la società».

Questa Juve per Serena può competere lo scudetto? O è ancora dietro a Inter, Milan e Napoli?

«Le fatiche si accumulano e se è vero che le big hanno rose molto ampie, è vero pure che giocare ogni 3 giorni diventa logorante anche sotto il profilo mentale. Penso che alla lunga un 15-20% di possibilità in più Allegri le abbia rispetto a se avesse dovuto giocare la Champions o le coppe. Per questo dico che la Juve ha più possibilità di arrivare in fondo».

Cosa serve alla Juve?

«Va fatto un cambio. In questo inizio di stagione l’apporto degli esterni è stato abbastanza leggero e poco propositivo ed è indispensabile che gli esterni crescano. La Juventus non ha un centrocampo costruttivo e tecnico in grado di fornire al meglio Chiesa e Vlahovic. Rabiot è un incursore, Locatelli è un centrocampista che distrugge più che costruire, mentre Fagioli è quello che avrebbe la capacità di imbeccare gli attaccanti, ma non è la sua prerogativa principale. Io sono stato attaccante e mi immedesimo in loro. E’ importante che i palloni arrivino ben dosati e coi tempi giusti agli attaccanti e, con un centrocampo così, è importante che crescano gli esterni».

Si ringrazia Aldo Serena per la cortesia e la disponibilità mostrate in occasione di questa intervista

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