Perché Spalletti non si fida del 433 nonostante le prove in allenamento
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Perché Spalletti non si fida del 433 nonostante le prove in allenamento

Ecco il piano gara del tecnico bianconero: perché Spalletti non si fida del 433 nonostante le prove in allenamento

La parola d’ordine categorica imposta da Luciano Spalletti per la delicata sfida dell’Allianz Stadium contro il Napoli è equilibrio dinamico. Nonostante le molteplici tentazioni emerse durante le sedute alla Continassa e le ripetute prove di un più frizzante 4-3-3, il canovaccio tattico della Juventus non subirà stravolgimenti radicali: la base di ripartenza resta il 3-5-2. L’opzione con il tridente qualitativo, alimentata dalla freschezza sulle ali di Edon Zhegrova e Jérémie Boga, rimane una soluzione da spendere a gara in corso o in caso di stretta necessità, poiché la priorità del tecnico toscano è ritrovare quella solidità difensiva smarrita nel drammatico crollo fisico e mentale di Genova.

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Nella linea difensiva a tre prende quota la novità di Lloyd Kelly nel ruolo di centrale di sinistra al posto di Federico Gatti. Con questo assetto, Gleison Bremer scalerebbe sul centrodestra con il colombiano Jhon Lucumi perno centrale; l’alternativa è la conferma in blocco del terzetto visto a Marassi. I veri rebus riguardano la corsia mancina, dove Andrea Cambiaso si avvia a partire dalla panchina. Spalletti valuta l’ipotesi di allargare Weston McKennie sulla fascia sinistra concedendo fiducia a Pape Sarr in mezzo al campo insieme a Douglas Luiz e Teun Koopmeiners. La soluzione alternativa prevede Juan Cabal esterno con l’americano mezzala, mentre a destra agirà ancora il francese Pierre Kalulu, a caccia di riscatto dopo le pesanti sbavature contro il Grifone.

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Nel reparto avanzato la base di partenza rimane il tandem composto da Nick Woltemade e Randal Kolo Muani. Con McKennie schierato da mezzala, i suoi inserimenti consentirebbero di mutare lo schieramento in un 3-4-2-1, piazzando il texano sulla stessa linea del francese alle spalle del gigante tedesco. Un assetto flessibile studiato per garantire densità e compattezza, rimandando le ali pure all’eventuale assalto nei minuti finali.

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