
«Platini voleva smettere dopo l’Heysel. Boniperti mi multò per una battuta su Berlusconi, ma l’Avvocato me ne pagò metà»: Tacconi presenta la sua autobiografia
In occasione della presentazione ufficiale della sua autobiografia intitolata “L’arte di parare”, l’indimenticato ex portiere della Juventus Stefano Tacconi ha rilasciato una toccante intervista a “La Repubblica”, ripercorrendo aneddoti esclusivi e pagine indelebili della sua gloriosa epopea calcistica in maglia bianconera. Tra i momenti più drammatici riaffiora inevitabilmente l’incubo della notte dell’Heysel e il profondo shock psicologico accusato dal fuoriclasse transalpino:
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«Michel Platini voleva smettere, tanto era rimasto traumatizzato da quella giornata. Non so se sia stato giusto giocare, ma guardando a quello che era successo, credo che abbiamo fatto bene e che sia stato un modo per salvare altre vite».
Dalla tragedia europea ai memorabili retroscena dello spogliatoio, l’estremo difensore ha poi rievocato con la consueta verve dissacrante il suo temperamento vulcanico e il contrastato rapporto con il severo presidente Giampiero Boniperti, sempre pronto a sanzionare le sue uscite senza filtri:
«Le multe di Boniperti? Non riuscivo proprio a tenere la bocca chiusa. Mi diceva di contare fino a 10, io al massimo arrivavo a due. Ma era anche il modo di creare un personaggio. Quando Berlusconi arrivò a Milanello in elicottero, un giornalista mi chiese cosa ne pensassi e dissi che, secondo me, stava facendo le prove per sapere come scappare a fine stagione. Boniperti mi diede 10 milioni di multa, ma l’avvocato Agnelli, disse che metà l’avrebbe pagata lui».
Infine, lo storico guardiano bianconero non ha fatto mancare una riflessione appassionata sull’attualità societaria della Vecchia Signora, caldeggiando con grande entusiasmo la suggestione di vedere un’icona assoluta come Alessandro Del Piero al vertice del club:
«La Juve di oggi? Leggo che vogliono fare presidente Del Piero. Sarebbe la cosa migliore che possano fare».
Un’investitura autorevole e appassionata che scalda il popolo bianconero, confermando come lo spirito ribelle del leggendario numero uno continui a emozionare profondamente l’intero ambiente juventino.