Tifosi Juve, distanti ma uniti: Anna e la sua ‘Locanda dal Mel’ a Danta Di Cadore

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© foto www.imagephotoagency.it

Tifosi Juve, distanti ma uniti: Anna e la sua ‘Locanda dal Mel’ a Danta Di Cadore. La rubrica che racconta le storie del popolo bianconero

A Danta Di Cadore, un paesino della provincia di Belluno immerso tra le splendide montagne del Veneto, sorge la ‘Locanda dal Mel’ di Anna Zandegiacomo. «I clienti vengono anche a due minuti dalla chiusura a prendersi l’aperitivo»: un punto di ritrovo per migliaia di persone, desiderose di rilassarsi dopo una lunga giornata di lavoro e confortate dal sorriso amico di titolari e clienti. La delicata situazione in Italia, causata dall’emergenza Coronavirus, non ha lasciato alternative però ad Anna, se non quella di abbassare la saracinesca fino a nuova ordinanza. A Juventus News 24, ha raccontato la sua situazione, non scoraggiandosi per ciò che sta accadendo ma tirandosi già sù le maniche per la futura riapertura.

Anna, come si è evoluta la situazione nella tua locanda dalle prime notizie della diffusione del virus fino alla chiusura?

«Il nostro è un bar di paese, in cui tutti sono abituati a stare al bancone. Per questo motivo, abbiamo dovuto fare molti sforzi per evitare questo contatto. Funziona così in montagna, perché tra noi c’è proprio un rapporto di amicizia. Abbiamo accettato anche la chiusura anticipata del locale alle 18, anche se la gente usciva alle 17.30 da lavoro. Pensa che alcuni venivano a bersi l’apertivo a due minuti dalla chiusura anche… Quando vado in piazza a fare la spesa tutti mi chiedono: ‘Ma quanto riaprite?’. È davvero brutto. Noi chiudiamo solo 10 giorni all’anno, quindi è strano vedere il locale chiuso, la macchinetta del caffè spenta».

La clientela iniziava a venire meno frequentemente, per paura magari, prima della chiusura del bar?

«Assolutamente no, anzi. Negli ultimi giorni avevo notato come la gente venisse di più al bar, perché aveva bisogno magari di una parola di conforto, per rimanere più unita in questa situazione. In questo momento qui è fuori stagione, quindi vengono soltanto gli abitanti del paese nel locale. Siamo abituati a bere il caffè, un’ombretta di vino rosso, in un bar rigorosamente di juventini».

Un locale di tifosi juventini?

«Sì, ti racconto questa. Prima di chiudere abbiamo fatto una lotteria con un uovo di Pasqua gigantesco della Juve. Hanno partecipato anche tifosi di Milan ed Inter ma, fortunatamente, a vincerlo è stato un nostro amico juventino (ride ndr)».

Hai pensato a qualche evento particolare per la riapertura?

«Tutti mi chiedono di fare delle grandi feste, ma non sarà facile perché alla riapertura ci saranno sicuramente delle restrizioni. Speriamo che tutto si risolva per l’estate magari, perché noi affittiamo anche delle stanze per domire nella locanda, quindi sarebbe importante avere delle prenotazioni. Sicuramente una festa la faremo poi, anche perché qui ne facciamo parecchie durante l’anno».

Quali effetti produrrà, secondo te, questo periodo così delicato?

«La crisi economica ci sarà e si farà sentire. Io ad esempio sono rimasta un po’ male dalle parole di Conte, che non ha minimamente menzionato noi liberi professionisti. Avevamo bisogno di una parole di conforto. Abbiamo fatto la domanda di 600 euro all’INPS ed è stata accolta, però continuiamo a pagare le bollette ed è una preoccupazione».

Voltando pagina e parlando di Juve, com’è nata la tua passione per i colori bianconeri?

«Mio papà è juventino, così come me e mia sorella. Mio fratello è milanista, mentre l’altra mia sorella tifa Bologna. La domenica sera, quando c’era la ‘Domenica Sportiva’, discutevamo di calcio e ognuno diceva la sua in base alla sua fede sportiva. Avevo abbandonato un po’ tutto, poi ho conosciuto mio marito che tifa Juve, ho un figlio sfegatato bianconero per cui mi sono riappassionata anche io».

C’è un giocatore al quale sei particolarmente affezionata?

«Da buoni veneti, il nostro preferito rimane il grande capitano Alessandro Del Piero. Ci è rimasto nel cuore. Mio figlio, invece, gira sempre in casa con la maglia di Dybala e i pantaloncini della Juve. È ‘innamorato’ di lui: ha la faccia da bravo ragazzo, da mamma mi dà questa sensazione. Ho visto anche che Dybala e Del Piero hanno fatto una diretta insieme: hanno unito due generazioni, è stato molto bello da vedere».

Arrivando a questa stagione, come hai giudicato i primi mesi di Maurizio Sarri?

«A me personalmente ha un po’ deluso… A Napoli aveva un gioco diverso, più spettacolare con i calciatori che aveva a disposizione. Ma, al di là di quello, non mi ha impressionato neanche fuori dal campo a differenza di Allegri che mi piaceva di più».

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