
L’ex giocatore Luca Toni ha parlato dell’attacco della Juventus, in particolare di Woltemade e Kolo Muani. Ecco le sue dichiarazioni
Il rendimento del reparto avanzato della Juventus è finito sotto la lente d’ingrandimento di Luca Toni, che ha analizzato il momento degli attaccanti a disposizione di Luciano Spalletti alla Gazzetta dello Sport. Al centro della discussione c’è soprattutto Randal Kolo Muani, autore di un avvio generoso ma ancora a secco in campionato dopo le prime uscite. L’ex centravanti campione del mondo ha espresso grande fiducia nelle potenzialità del francese, spendendo parole importanti sul suo futuro bottino. L’ex centravanti si è soffermato anche sull’acquisto di Nick Woltemade e sull’addio di Dusan Vlahovic e Jonathan David. Queste le sue parole.
SU KOLO MUANI – «In area di rigore non è un killer, ma gioca tanto per la squadra. Prevedo che a fine stagione possa fare 20 gol. A inizio campionato ha avuto qualche problema e ha ricevuto molte critiche. Probabilmente troppe, anche se quando sei il 9 della Juve e sei stato pagato tanto fanno parte del gioco. Contro l’Atalanta ha lavorato tanto per la squadra, mi è sembrato in netta crescita».
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SU WOLTEMADE – «Non mi fa impazzire perché non mi sembra cattivo sotto porta e quella deve essere la prima qualità di un centravanti. I nove come piacciono a me, però, sono sempre meno, adesso vanno di moda quelli che giocano per la squadra e da questo punto di vista il tedesco è bravo perchè possiede qualità e tecnica. Io preferisco una punta che magari sbagli un passaggio, ma che poi in area scaraventi in porta tutto quello che trova…».
SU VLAHOVIC – «Dusan è il classico centravanti, nè Kolo nè Woltemade sono dei killer d’area come il serbo. Vlahovic deve migliorare nel gioco lontano dalla porta, dove Kolo è a suo agio, però è un nove originale. La Juve ha fatto le sue scelte, avranno pesato anche gli aspetti contrattuali»
SU DAVID – «Alla Juve non si è inserito, può capitare: non tutti i giocatori rendono ovunque. All’Atletico ha trovato il suo ambiente, penso che la separazione abbia fatto bene a entrambi. Di gol ne aveva segnati molti in passato, ma alla Juve non è riuscito a sfruttare tante occasioni»