Vierchowod: «Juve-Piacenza, che ricordi! È l’anno della Champions» – ESCLUSIVA

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L’ex difensore bianconero parla in esclusiva ai microfoni di Juventus News 24. Pietro Vierchowod tra Champions, seconde squadre e Mattia Caldara

Dici Pietro Vierchowod e pensi immediatamente alla Champions League del ’96. L’ultimo trionfo della Vecchia Signora in quella competizione affrontata invano negli ultimi anni e mai più coronata con la coppa dalle grandi orecchie. Dici Pietro Vierchowod e pensi a una stagione strepitosa nella Juventus ma anche agli anni nel Piacenza: lunedì l’Under 23 bianconera sfiderà i Lupi nel posticipo della decima giornata di Serie C. Dici Pietro Vierchowod e pensi a un modo di difendere, di intendere un ruolo che ormai in Italia non ha più gli stessi interpreti di un tempo. Intervistato in esclusiva da Juventus News 24 l’ex centrale di Madama classe ’59, oggi tecnico del Kamza nel massimo campionato albanese, parla di tutto questo e non solo.

Ciao Pietro, partiamo subito dalla Champions. Mercoledì c’è Juve-Manchester United: come finisce?
È chiaro che ogni sfida ha la sua storia ed è succube degli episodi che ne possono condizionare l’esito finale. Dopo aver assistito alla partita di andata direi che la Juventus è chiaramente favorita. Nel match di Old Trafford ho proprio visto una categoria di differenza tra le due squadre.

Così forte da poter puntare alla vittoria finale?
Credo che questo possa essere l’anno buono e non solo per l’arrivo di Cristiano Ronaldo. Anche se in Champions serve tanta fortuna, come abbiamo visto negli ultimi anni. Le maggiori antagoniste? Barcellona – come dice Allegri – e Manchester City, senza dubbio.

Per riuscirci servirà anche una grande difesa… Ti convince quella di quest’anno?
Più che di difesa io parlerei di fase difensiva. La Juventus negli ultimi anni ci ha abituato a un non possesso che vede coinvolta tutta la squadra. Se è tanti anni che i bianconeri subiscono così pochi gol è merito dell’impostazione difensiva più che dei singoli.

A proposito di singoli: qual è il difensore italiano che ti sembra più promettente?
A me personalmente piace molto Caldara. Stranamente alla Juventus non ha trovato spazio e al Milan sta incontrando molte difficoltà, legate anche gli infortuni, che ne stanno rallentando il percorso. Credo comunque che alla fine le sue qualità gli permetteranno di affermarsi. In linea più generale in Italia i grandi difensori, se non quelli non più giovanissimi della Juve, stanno venendo un po’ a mancare. Il problema è legato all’inserimento dei giovani nel sistema calcio.

Dalla Champions alla Serie C, quando parli di Juve, il passo è breve: e lunedì…
... c’è Juventus Under 23-Piacenza. Per me inevitabilmente sarà un match particolare avendo trascorso un anno splendido a Torino e avendo vissuto gli ultimi tre anni della mia carriera in biancorosso. Sarà una sfida aperta, anche se il Piacenza è primo in classifica mentre la Juve sta avendo un andamento un po’ altalenante.

In chiusura: condividi il progetto seconde squadre lanciato in Italia dalla Juve?
Solo parzialmente. Cioè secondo me sarebbe più utile una sorta di campionato delle riserve da giocare al lunedì. L’idea di inserire le seconde squadre in Serie C per me ha poco senso. In questo modo tutte le squadre potrebbero monitorare e far crescere quei giocatori che non hanno spazio in prima squadra senza andare a sconvolgere gli equilibri e le dinamiche di un campionato con un’identità definita e particolare.

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