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Zambrotta: «Vi dico perché Agnelli ha scelto Pirlo. Juve, Scudetto il minimo»

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Gianluca Zambrotta

Le dichiarazioni dell’ex giocatore della Juventus Gianluca Zambrotta sulla Juventus e sulla sfida con l’Inter

L’ex terzino della Juventus Gianluca Zambrotta ha parlato della sfida tra Inter e Juventus in programma quest’oggi a San Siro e valevole per le semifinali di Coppa Italia. Ecco le sue parole alla Gazzetta dello Sport.

LEZIONE – «Dopo la sconfitta di campionato la Juventus ha imparato la lezione e si presenterà a San Siro con l’obiettivo di rifarsi. Non so chi vincerà, ma mi aspetto una gara completamente diversa rispetto a quella del 17 gennaio».

INCIDENTE DI PERCORSO – «Sicuramente la gara di stasera è l’occasione giusta per dimostrarlo. La Juventus arriva alla rivincita in una condizione ottima, ha recuperato punti sull’Inter e ora in campionato è a -5 con una partita in meno. In più ha conquistato la Supercoppa, che è stato il primo trofeo di Pirlo, e vincere aiuta a vincere».

SCUDETTO – «Il Milan è in testa e finora ha avuto un grandissimo rendimento e più continuità di risultati. Vedo un campionato aperto fino all’ultimo con tante incognite ma anche con tre grandi favorite. E con la Roma, che mi piace molto per la fase offensiva, possibile outsider».

GAP – «Io non vedo grandi differenze, hanno le stesse possibilità di lottare per lo scudetto. La Juve ha dominato negli ultimi anni perché ha una mentalità vincente, l’Inter grazie a Conte ci sta arrivando».

LA SCELTA DI PIRLO – «Andrea da giocatore ha vinto tutto, è sempre stato in grandi squadre con allenatori vincenti, ma io credo che sia stato scelto anche per portare avanti un progetto. Ha bisogno di tempo, di poter lavorare e anche sbagliare e la Juve deve avere la pazienza di aspettarlo».

SCUDETTO – «Quello ormai per i bianconeri è l’obiettivo minimo. La Juve però non si accontenta più, vuole entrare nell’elite dei primi 5 club d’Europa, per questo ha puntato forte su Andrea. E io credo che già quest’anno abbia tutto per arrivare almeno alla fase finale in Coppa».

PIRLO E CONTE – «Sono entrambi convinti delle proprie idee, la differenza sta nel carattere e nell’approccio alla partita, durante e dopo. Però questo non significa che uno sia migliore dell’altro. Antonio è stato il mio capitano alla Juve e anche in nazionale, è un trascinatore. Andrea è un amico, ha un modo diverso di relazionarsi, ma è molto carismatico».

RONALDO – «E’ il capocannoniere del campionato e con la Sampha dato il via ai due gol della Juve: è sempre nel vivo dell’azione ed è importante per la squadra. Dubito che per uno come lui il gol possa diventare un’ossessione».

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