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Zenoni: «Chiellini uno dei più forti, ma la Juve ora punti su di lui» – ESCLUSIVA

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Zenoni: «Chiellini ha dato tanto alla Nazionale e al suo club. È stato uno dei più forti, ma ora la Juve punti su di lui» – ESCLUSIVA

Cristian Zenoni è intervenuto in esclusiva ai microfoni di JuventusNews24 per parlare di Giorgio Chiellini e del futuro della difesa della Juventus, tra punti fermi e possibili nuovi arrivi. Un occhio rivolto poi anche al big match di domenica sera tra i bianconeri e l’Inter di Inzaghi, vero e proprio crocevia della stagione. Di seguito tutte le sue parole.

Quella di ieri potrebbe essere stata la penultima partita in Nazionale per Giorgio Chiellini, che punta probabilmente a chiudere a giugno nel match contro l’Argentina a Wembley. Il ritiro dalla Nazionale è la scelta più giusta?

«Se guardiamo come è finita magari sì. Parliamo di un giocatore che però ha dato tantissimo alla Nazionale e probabilmente è stato uno dei più forti negli ultimi anni per come vedo io il calcio. Sicuramente c’è un po’ di tristezza nel vedere un giocatore del genere svestire la maglia azzurra. Il calcio però è anche questo e dopo la mancata qualificazione al mondiale potrebbe essere la scelta più giusta».

La mancata qualificazione ai mondiali in Qatar avrà ripercussioni anche sulla carriera di Chiellini, destinato a dire addio alla Juve a fine stagione. Due le ipotesi per il futuro: MLS o ritiro. Lei cosa farebbe fosse nei suoi panni?

«Non è facile perchè bisogna trovarsi nella situazione. Però se ha la possibilità, e sono convinto che ce l’abbia, un anno in America per una nuova esperienza di vita oltre che calcistica io la farei. Al di là degli acciacchi dovuti anche all’età e al numero di partite giocate, mi sembra sia in discrete condizioni. Non vedo perchè non fare un’altra esperienza, magari per un anno».

E il futuro lo potrebbe vedere anche nelle vesti di dirigente. Sarebbe la scelta corretta per lui e per la Juventus? Pensa possa dare un contributo anche come allenatore da altre parti, proprio come ha fatto lei?

«Giorgio è uno che ha vissuto per parecchio tempo l’ambiente bianconero da giocatore, ma anche tante situazioni di spogliatoio e societarie. Per questo penso sia una persona adatta a ricoprire questo ruolo. Per capire la famiglia bianconera devi viverci e stare lì per parecchi anni. Lui lo potrebbe fare perchè mi sembra una persona intelligente e squisita per quel poco che l’ho conosciuto, quindi non vedo perché non potrebbe intraprendere questo percorso qui».

La nuova difesa della Juve dovrebbe avere come pilastro Matthijs De Ligt: è il profilo ideale per raccogliere la pesantissima eredità della BBC? In quali aspetti deve ancora crescere?

«Penso che De Ligt sia un giocatore di livello mondiale: l’ha dimostrato in Olanda, all’Ajax, ma anche nella Juve stessa. Probabilmente non ripetutamente, ma ha dimostrato di avere le qualità per poter essere il pilastro di questa difesa. È un giocatore giovane ma che ha già dimostrato: io ce lo vedo come perno per i prossimi anni, anche per la società che ha investito parecchio su di lui a livello economico».

Magari potrà giocare in coppia con uno tra Rudiger, Milenkovic o Bremer… Tra questi profili chi la intriga maggiormente? A chi non potrebbe rinunciare se fosse nei panni di Allegri?

«Se devo fare un nome faccio Bremer del Torino. In questi ultimi anni è migliorato parecchio, soprattutto sotto l’aspetto fisico: ha forza fisica, qualità tecniche e conosce bene il calcio italiano. Come pedina da aggiungere direi la sua, anche se passare dal Torino alla Juve è un po’ complicato. In questo modo però la Juve si troverebbe due centrali giovani, che hanno fatto esperienza sia a livello nazionale che internazionale: sulla carta mi sembra una coppia molto importante».

Soprattutto con un Bonucci non più ormai al top della forma…

«Beh sì, ed è per questo che immagino che la Juve al di là di questi due calciatori potrebbe aggiungere un altro giocatore di livello nella zona centrale».

Dopo la delusione della Nazionale molti chiedono che venga dato più spazio ai giovani italiani nei club per aiutarli nella loro crescita. È d’accordo con questa linea? Può essere stata una delle causa che ci ha portato alla mancata qualificazione ai mondiali?

«Non penso sia stata questa la causa. Forse sì, un po’ più di fiducia nella gioventù probabilmente sarebbe il percorso più giusto e logico. Soprattutto se vediamo altri paesi, come Spagna e Inghilterra, dove tanti ragazzi di età inferiore ai nostri giovani giocano già titolari, penso che probabilmente qualcosa sbagliamo. Poi credo anche che non aspettarsi risultati dall’oggi al domani sia abbastanza logico: bisogna fare una programmazione dando qualche minutaggio in più a questi ragazzi, che se sono lì lo meritano. È più logico puntare su giocatori giovani e italiani rispetto a stranieri più datati».

Ci sarà spazio in tal senso per Federico Gatti? Che idea si è fatto su questo giocatore? Pensa possa essere in grado di conquistarsi un posto da titolare nella difesa della Juve?

«Gatti è un giocatore di prospettiva: se la Juve ha investito così tanto vuol dire che crede nelle sue qualità e pensa possa restare nell’ambiente Juve. Però penso ci voglia un po’ di esperienza sul campo e un po’ di tempo: se avranno pazienza le sue qualità usciranno. Poi è chiaro che dobbiamo vederlo ancora all’opera e quindi aspetterei un attimo. Sta a lui dimostrare di valere questa maglia».

Domenica andrà in scena il big match tra Juve e Inter: è un crocevia fondamentale per la corsa scudetto? Chi rischia di più?

«Quella che rischia di più tra le due è l’Inter: innanzitutto perchè la Juve arriva da un buonissimo periodo e sta facendo una rincorsa importante, e di contro perchè l’Inter e sempre stata tra le prime e adesso si trova al terzo posto. È una partita importante per tutte e due, ma probabilmente più per l’Inter che per la Juve».

E per lo scudetto?

«Vedo bene il Milan, perchè sta dimostrando da parecchio tempo di essere una squadra pronta per poter vincere lo scudetto, ma starei attento anche al Napoli perchè si trova lì con un ottimo allenatore in panchina».

Si ringrazia Cristian Zenoni per la disponibilità e la cortesia dimostrata in occasione di questa intervista

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