Zenoni: «Juve-Milan sarà una gara strana, farà effetto» – ESCLUSIVA

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Cristian Zenoni, ex difensore della Juventus, è stato per pochi mesi anche un giocatore del Milan: il suo parere sulla gara di Coppa Italia

Cristian Zenoni arrivò alla Juventus nell’operazione di mercato che portà Filippo Inzaghi al Milan. Anche se passò poche settimane in rossonero, Zenoni può essere considerato a tutti gli effetti un doppio ex. In esclusiva ai microfoni di Juventusnews24, Zenoni racconta i suoi anni alla Juve e parla della ripresa del calcio italiano.

Domani si riprende a giocare dopo il lunghissimo stop per l’emergenza Coronavirus. Cosa pensa di questo ritorno in campo? Quanto inciderà la mancanza dei tifosi?
«Diciamo che era ora, per tutti gli appassionati sportivi e soprattutto per quelli calcistici. E’ un’opportunità anche per tutto il movimento per ripartire e far vedere che ci siamo lasciati alle spalle una situazione pericolosa, magari non si torna proprio alla normalità con il pubblico vero e proprio, ma per lo meno si torna a vedere il calcio in TV. Senza pubblico sicuramente qualcosa cambierà ma orami sono 3-4 mesi che è cambiato anche il modo di vivere. E’ normale che non avere i tifosi, non sentire le grida, qualcosa cambia. Il calcio italiano ha bisogno comunque di ripartire, speriamo che sia un passo verso la normalità con la gente negli stadi».

Lei arrivò alla Juve nel 2001, nello scambio che portò Inzaghi al Milan. Cosa ricorda con maggiore affetto dei due anni in bianconero? E del 5 maggio?
«Sono stati anni fantastici con ricordi indelebili, coincisi con due vittorie del campionato, una finale di Champions League persa contro il Milan, la finale di Coppa Italia persa contro il Parma ed una Supercoppa Italiana vinta contro il Parma. Poi nello spogliatoi, ritrovarsi con gente del calibro di Del Piero, Trezeguet, Thuram, Buffon,  Tacchinardi, Nedved, Davids… per non dimenticare nessuno dico che su 23 giocatori, 22 erano di calibro mondiale. Ho dei ricordi fantastici. 5 maggio? Un ricordo particolare. Non voglio dire che più che vincerlo la Juve lo ha perso l’Inter, ma i nerazzurri ci misero del loro».

Maurizio Sarri ha utilizzato Juan Cuadrado molto spesso come terzino destro. Le piace il colombiano in questo ruolo?
«Cuadrado mi è sempre piaciuto, è talmente duttile che ti può fare il terzino e l’esterno alto. Questo Sarri lo ha capito benissimo e vedo che si affida spesso ad un calciatore con le sue caratteristiche; magari ha meno caratteristiche difensive di altri nel suo ruolo ma ti garantisce spinta, corsa e qualità, quindi Sarri che non è l’ultimo arrivato lo ha capito».

A sinistra invece Alex Sandro domina incontrastato. Pensa sia necessaria un’alternativa al brasiliano, anche sentendo le ultime voci di mercato?
«Alex Sandro è di un’affidabilità totale. Certo che per una squadra come la Juve avere un ricambio all’altezza è una cosa necessaria, ma per come è andata questa stagione e per come finirà, penso che Alex Sandro basti e avanzi alla Juve e finirà la stagione alla grande. Emerson Palmieri? Lo abbiamo visto alla Roma, lo conosciamo bene. Ha fatto esperienza in Inghilterra ed è un giocatore di spessore. Pellegrini è un giocatore di prospettiva, ha dimostrato però di essere un calciatore pronto per una grande squadra; bisognerà valutarlo nel momento in cui avrà l’opportunità di giocare alla Juve».

La Juventus sta puntando forte sui giovani, con il progetto dell’Under 23. Lei conosce la categoria, quindi le chiedo: è un progetto valido per far crescere i giovani?
«Penso che sia un’esperienza, anche altre squadre dovrebbero pensare a questo progetto. Dai la possibilità ai calciatori che non sono pronti per il grande calcio di approcciarsi alla Lega Pro che è una categoria tosta. E’ un banco di prova per giocatori un po’ più giovani che devono fare il salto di categoria con i grandi. Non tutti ci arriveranno a fare il grande salto, ma almeno ti trovi in una realtà che ti prepara ai campionati di Serie A o Serie B. Una possibilità che consiglierei ad altre squadre».

A proposito di giovani, la Juventus Primavera è allenata da un suo ex compagno, Lamberto Zauli. Cosa pensa dello Zauli allenatore?
«Seguo i risultati, vedo che ne ha ottenuto di buoni. Lamberto è stato un calciatore straordinario a livello calcistico, poi l’ho seguito anche come allenatore sia all’Empoli che alla Juve. Sicuramente è un allenatore che può portare esperienza ai ragazzi, lo vedo bene. Spero di poterlo vedere ad allenare anche in altre categorie che sono sicuramente alla sua portata».

Venendo invece all’ormai strettissima attualità, un suo pensiero sulla semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Juventus e Milan?
«Effettivamente sembra una partita strana, una semifinale senza pubblico farà un po’ d’effetto. Però quando sei in campo da calciatore dai sempre tutto, a prescindere da chi hai sugli spalti, quindi penso vedremo una partita vera. E’ normale che venendo da un lungo periodo di inattività bisogna valutare la condizione fisica, agli allenamenti fatti in questo periodo e all’aspetto mentale che penso sia fondamentale a questo punto, venendo da una situazione imprevista e a cui il calcio italiano non ha mai dovuto far fronte. Sono curioso di vedere quello che succederà». 

Archiviata la Coppa Italia si penserà allo Scudetto. È un discorso tra Juve e Lazio o l’Inter non è ancora tagliata fuori?
«Penso che sia un discorso tra Juve e Lazio, ma bisognerà valutare il rientro dal punto di vista mentale e fisico. Sulla carta vedo favorita ancora la Juve, con la Lazio che però potrebbe essere una grossa sorpresa. Ha un grande allenatore, giocatori di qualità; magari non ha la rosa della Juve, ma nei primi 11, anche 13-14 giocatori la Lazio ha una squadra molto competitiva e quindi i bianconeri dovranno comunque stare attenti».

Si ringrazia Cristian Zenoni per la disponibilità e la cortesia mostrate in questa intervista.

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