Calori: «Collina? A Perugia non scelse da solo: quei casini nella penultima giornata…» – ESCLUSIVA

Alessandro Calori
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14 maggio 2000, Perugia-Juventus con arbitro Collina: i bianconeri persero uno scudetto praticamente già vinto tra mille polemiche e sospetti. Alessandro Calori, autore del gol che decise la sfida, racconta quella fatidica giornata a Juventus News 24 – ESCLUSIVA

14 maggio 2000, una data che provocherà senz’altro pensieri funesti nelle menti, già annerite dalle recentissime polemiche, dei tifosi della Juventus. Oggi come allora, la fonte delle paturnie bianconere risponde al nome di Pierluigi Collina: al tempo arbitro di quel bagnato ma non fortunato Perugia-Juventus; attualmente designatore per l’Uefa e quindi responsabile indiretto del contestato arbitraggio dell’inglese Oliver nella sfida del Bernabeu. Del contestatissimo episodio di due giorni fa si è già parlato sin troppo, di quello altrettanto controverso vecchio ormai di 18 anni, invece, non si parla da un bel po’.

A farlo, in esclusiva per Juventus News 24, è il protagonista assoluto di quella partita diventata, tra mille discussioni e sospetti, leggenda: Alessandro Calori. Colui che, sotto una pioggia torrenziale, mise a segno il gol che spense le speranze di tricolore bianconere, consegnando lo scudetto 1999/2000 alla Lazio vincente in casa col Verona. Riviviamo il racconto di quell’avvelenata ultima giornata di campionato attraverso le parole dell’ex difensore, oggi allenatore del Trapani.

Ciao Alessandro, raccontaci come andò quel giorno

«Quella partita ormai appartiene alla storia del calcio. Ricordo che nell’intervallo venne giù il diluvio universale. Collina ci fece rimanere negli spogliatoi per un’ora e un quarto. In quel lasso di tempo continuava a chiamare in Federazione per chiedere delucidazioni sul da farsi. Rimanemmo per un bel po’ sospesi tra la possibilità di riprendere a giocare e quella di rinviare la partita. Era una decisione troppo importante perché potesse prenderla da solo. Pesarono in tal senso i casini successi nella penultima giornata dopo gli episodi di Juve-Parma: i tifosi della Lazio avevano gridato allo scandalo ed erano venuti alle mani con la polizia. Alla fine Collina, che secondo me è uno dei migliori arbitri del mondo, decise di riprendere la sfida».

Personalmente come hai valutato la decisione di Collina?

«Alla fine credo sia stata una decisione condivisa da tutti. Il prato del Curi aveva assorbito particolarmente bene l’acqua. Anche se nella storia del calcio una sospensione così lunga non si era mai vista…»

E il gol, che emozioni hai provato?

«Guarda, io sono juventino. Quindi per me è stata una sensazione molto particolare, ma segnai quel gol da professionista. Quell’anno tra l’altro ne avevo già fatti diversi. Ormai sono passati diversi anni ma, indubbiamente, fu una bella emozione». 

Quale fu la reazione dei giocatori della Juventus

«Chiaramente enormemente delusi. La Juventus in quella partita aveva sbagliato come minimo 15 gol, noi segnammo al primo tiro in porta. Tecnicamente c’era una differenza abissale, ma in occasioni del genere la differenza la fanno esclusivamente le emozioni. Il calcio è così: a volte vinci, a volte perdi…».

Invece i tifosi come la presero?

«Quelli della Lazio sicuramente bene (ride ndr), quelli della Juventus sanno che io sono bianconero come loro ma sicuramente mi avranno maledetto in tutti i modi immaginabili. Questa è la cultura del calcio, ma io ho fatto soltanto quello che dovevo fare».

Gaucci cosa vi disse prima della partita?

«Si è fatto un gran parlare di questa cosa. In realtà il presidente ci disse semplicemente di fare la nostra figura, poi scherzando affermò che se non avessimo vinto ci avrebbe mandato in ritiro in Cina».

Ultima: che idea ti sei fatto del rigore concesso da Oliver al Bernabeu? Come hai valutato le dichiarazioni di Buffon nel dopo partita?

«L’intervento di Benatia non era netto. In quel momento all’arbitro è mancato il carisma di capire l’importanza della decisione. C’è il dispiacere che quella partita sia stata decisa da un episodio del genere. Buffon? Emotivamente per lui era una partita straordinarimanete importante. La reazione umana ti fa capire il pensiero espresso nel dopo gara. Sarà il primo che si renderà conto di aver utilizzato toni troppo accessi. Ma, alla fine, i sentimenti hanno sempre rappresentato uno dei punti di forza della sua carriera».

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