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Felipe Melo: «Galatasaray Juve nel 2013? Ricordo ancora i loro sguardi. Erano troppo sicuri di passare. Pentito di averli lasciati, ma resto interista»

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Felipe Melo: «Galatasaray Juve nel 2013? Ricordo ancora i loro sguardi. Erano troppo sicuri di passare. Pentito di averli lasciati, ma resto interista». Le parole del brasiliano

Felipe Melo, ex centrocampista di Juventus, Inter e Galatasaray tra le altre, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport in vista del derby d’Italia e della doppia sfida che attende i bianconeri con i turchi in Champions.

INTER JUVE – «Credo che Spalletti sia l’allenatore perfetto per questa Juve: è abituato a vincere, ha grandi capacità. La squadra lo rispecchia totalmente. Anche l’Inter sta bene: macinano risultati e giocano benissimo. È più importante per la Juve questa sfida: se vuole pensare di crescere, tutto passa dal duello contro i nerazzurri. Nella singola partita vedo meglio la Juve in questo frangente».

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GALATASARAY JUVE NEL 2013 – «Quella Juve era troppo forte. La dipingevano già come la vincitrice del girone, invece finì terza. Nello spogliatoio ci siamo compattati tutti, ma già nella sfida d’andata il Galatasaray aveva fatto capire di che pasta fosse fatto. Il 2-2 di Torino dava risposte chiare sul nostro valore, ma quella Juve non lo capii. La partita in casa fu molto strana. La neve, il campo in condizioni pessime, il fatto di dover giocare uno spezzone in un’altra giornata. Era tutto strano anche per noi, non solo per la Juve. Vincere contro la squadra di Conte era il massimo, quel Gala non era forte come questo. Mi ricordo bene i loro sguardi, la loro delusione. Per loro è ancora una ferita aperta, ma è normale. Loro erano troppo sicuri di passare, troppo sereni. Ma il calcio è così: anch’io ho perso un sacco di volte nella vita».

RIMPIANTI – «Mi sono pentito di tante, troppe cose. Alla Juve, per esempio. Ero un ragazzino in una grandissima squadra, che però non era vincente. La società doveva ancora strutturarsi. Sono costato persino troppo, l’aspettativa nei miei confronti era alta. Ma sono grato al destino di aver vestito la maglia della Juve: per me è stata una scuola di vita. Se mi sono pentito di aver lasciato la Juve? Sì, è proprio così. Vidi Conte e Marotta in riunione, ma dissi subito di volermene andare. Conte, che ha avuto la forza di cambiare la mentalità del gruppo, voleva tenermi, mi fece fare il ritiro. Non mi schiodai dall’idea di andarmene, ma non lo rifarei. Resto interista, ma sono felice che la Juve abbia vinto dopo il mio addio. Sono stato fortunato ad aver trovato il Galatasaray, nonostante mi volesse il Psg di Leonardo. Non ho il rimpianto di aver scelto la Turchia: Istanbul è grandissima città e il popolo turco ha una passione straordinaria».

CHIELLINI – «Quando l’ho visto al Mondiale per Club ero partito con l’intenzione di litigare, anche ferocemente. Alla Juve non andavamo d’accordo su troppe cose. Però quando l’ho visto mi ha subito abbracciato, mi ha fatto capire quanto sia umile. Il passato è passato. Mi ha chiesto scusa, ha dimostrato un’umiltà straordinaria, quando in verità avrei dovuto fare un passo indietro io per primo».

JUVE FAVORITA COL GALA IN CHAMPIONS? – «La Juve è favorita rispetto al Galatasaray, che non ha un dna europeo. Per me è complessivamente più forte. Ma a Istanbul sarà una battaglia: avete visto come sono riusciti a complicare la vita a Manchester City e Bayern Monaco?».

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