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Juventus, ma dove sono finiti?! Sette giocatori spariti via dai radar di Spalletti: l’analisi sui calciatori della rosa bianconera

Juventus, il tecnico boccia clamorosamente i nuovi acquisti e le alternative si rivelano un totale flop per le rotazioni in campo
La Juventus affronta un momento estremamente delicato. Le scelte di Luciano Spalletti in Juve Sassuolo hanno evidenziato una netta spaccatura nelle gerarchie: per l’assalto finale sul campo, l’allenatore ha deciso di bocciare clamorosamente Jonathan David e Lois Openda, preferendo lanciare nella mischia Dusan Vlahovic, al rientro dopo un lungo stop, e addirittura Arkadiusz Milik. Questa mossa disperata certifica il fallimento delle rotazioni studiate da la dirigenza. Le alternative a disposizione del mister non stanno funzionando, costringendo il gruppo a rincorrere i risultati aggrappandosi a elementi non al top pur di centrare il risultato.
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La crisi delle seconde linee coinvolge profondamente anche gli altri reparti, palesando limiti evidenti. Filip Kostic non gioca titolare dalla fine di novembre e, negli ultimi quattro mesi, ha disputato al massimo 30 minuti contro il Napoli. Una situazione analoga riguarda Fabio Miretti, il quale non parte dal primo minuto dalla gara contro il Como e nell’ultimo mese si è dovuto accontentare di soli 30 minuti. Emblematica risulta la clamorosa sparizione di Juan Cabal: il centrale è completamente uscito dai radar del tecnico bianconero dopo la sciagurata espulsione contro il Galatasaray, finendo ai margini del progetto sportivo.
I dati confermano in maniera inequivocabile le difficoltà riscontrate costantemente da chi subentra. Vasilije Adzic è stato utilizzato dal primo minuto solamente 1 volta nell’arco di 30 partite complessive. Il bilancio di Edon Zhegrova appare altrettanto disastroso: l’esterno ha segnato 0 gol ed è partito titolare in 1 sola occasione. Questi numeri fotografano l’inconsistenza della panchina e la scarsissima fiducia riposta nei rincalzi. Spalletti fatica enormemente a trovare risposte positive, rendendo la rincorsa ai grandi obiettivi molto ardua.