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Caso Rocchi e Inter, la posizione di Schenone è cambiata? Parla l’avvocato

L’inchiesta riguardante le presunte irregolarità nelle designazioni arbitrali e i condizionamenti sul mondo arbitrale italiano ha sollevato molte polemiche e preoccupazioni. Una delle figure più coinvolte in queste indagini è Giorgio Schenone, responsabile degli arbitri per l’Inter, recentemente ascoltato dagli investigatori da non indagato.
Tuttavia, la sua posizione sembra non essere cambiata, almeno al momento, e a chiarire la questione è l’avvocato Michele La Francesca, che ha parlato della questione a ‘ius101.it’.
Le indagini sul condizionamento arbitrale
La vicenda prende piede da una serie di intercettazioni e documenti acquisiti dalla Procura di Milano, che stanno cercando di fare chiarezza su presunti contatti tra membri della classe arbitrale e dirigenti delle squadre.
L’inchiesta ha coinvolto anche un incontro del 2 aprile 2025, che sta sollevando molte domande riguardo le dinamiche dietro le designazioni degli arbitri.
Schenone, che fino a questo momento ha mantenuto la sua posizione di persona informata sui fatti, è stato ascoltato come testimone e non come indagato.
Cosa rischiano Schenone e l’Inter? Parla l’avvocato La Francesca
Come sottolineato dall’avvocato La Francesca, questa audizione non ha comportato un cambiamento nella posizione processuale di Schenone. Il fatto che sia stato ascoltato senza che venisse modificato il suo status di persona informata sui fatti è significativo, in quanto, secondo l’articolo 63 del codice di procedura penale, l’interrogatorio non può continuare senza l’attivazione delle garanzie difensive se emergono elementi che suggeriscano un coinvolgimento diretto nel reato.
Nonostante l’intensificarsi delle indagini, non sono stati ancora trovati elementi sufficienti a iscrivere Schenone nel registro degli indagati. Questo lascia pensare che, almeno fino a oggi, gli investigatori non abbiano riscontrato prove concrete del suo coinvolgimento in attività illecite. La questione rimane ancora aperta e, come è prassi in questi casi, l’indagine potrebbe evolversi in una direzione diversa in base agli sviluppi futuri.