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Calciomercato Juve, per Comolli un fallimento dopo l’altro: i numeri dei suoi acquisti sono impietosi, non si salva quasi nessuno

Calciomercato Juve, per Comolli un fallimento dopo l’altro: i numeri dei suoi acquisti sono impietosi. L’analisi sull’operato del dirigente bianconero
La stagione della Juventus si sta per chiudere con un bilancio amarissimo, segnato dal mercato fallimentare condotto in estate. La dirigenza aveva il compito di rinforzare la rosa, ma i risultati ottenuti sul campo hanno certificato un vero insuccesso. I volti nuovi hanno palesato enormi difficoltà nei 90 minuti. Il simbolo di questa campagna è Jonathan David, rivelatosi molto discontinuo. I numeri sono chiari: in Serie A ha collezionato 34 presenze, mettendo a referto 6 gol e 3 assist. Il rendimento è stato deludente anche in Champions League, dove l’attaccante ha totalizzato 9 presenze con 2 reti e 1 assist, un bottino troppo magro per giustificare l’investimento fatto.
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Il disastroso bilancio coinvolge anche gli altri elementi offensivi arrivati, apparsi incapaci di lasciare il segno. Lois Openda ha rappresentato un’altra cocente delusione per i tifosi bianconeri. In campionato il centravanti ha racimolato 24 presenze, collezionando 1 gol e 1 assist. Il suo apporto nella competizione europea si è limitato a 8 partite giocate, con 1 sola rete e 0 assist. Ancor più grave è il ruolino di Edon Zhegrova, spesso un vero fantasma. L’esterno ha messo insieme 18 presenze in Serie A con 0 gol e 0 assist, mentre in Europa ha giocato 6 sfide, chiudendo sempre a quota 0.
In un panorama desolante, l’unica vera nota positiva è arrivata dalla sessione invernale. Jeremie Boga, giunto a gennaio per invertire la rotta, ha mostrato subito buoni lampi di classe. L’ala ha saputo incidere positivamente trovando gol importanti per la compagine. Le sue ottime prestazioni hanno convinto tutti, spingendo la società a pianificare il suo imminente riscatto dal Nizza. Garantire al ragazzo un nuovo contratto appare la mossa logica per tutelare il futuro. Resta il macigno di un’annata rovinata dalle scelte estive sbagliate, che obbligheranno la dirigenza a riconsiderare l’intera strategia.