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Preziosi fiducioso: «A Carnevali ho detto di farsi dare carta bianca. In silenzio può ribaltare la Juventus»

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Preziosi, ex presidente del Genoa, si è soffermato sulla questione legata al calcio italiano

Enrico Preziosi ha parlato a Sportitalia del panorama calcistico italiano toccando vari aspetti importanti. Ecco le parole dell’ex presidente di Genoa e Como.

SULLA FIGC – «Non avrei assolutamente votato per Malagò: abbiamo cambiato per non cambiare, tanto per non essere chiari. È nello sport da 65 anni, può fare un passo indietro e fare spazio ai giovani. Per me era più indicato Abete, avessi dovuto avrei scelto lui»

SULLE SPESE NEL CALCIO«Mi vergogno. Siamo sui 200 milioni di euro, un po’ sotto. A Como circa 40, il resto nel Genoa. Si parla di plusvalenze, ma il Genoa ha introiti per 40 milioni e squadra più struttura costano 75-80. Se non ne fai un minimo, e spesso non le fai, non ammortizzi. Si ricordano tutti di Milito o Thiago Motta, ma i pacchi ce li dovevamo tenere. Il club così parte sempre ad handicap»

SU GASPERINI – «Gasperini ogni volta che mi vede mi abbraccia e anche alcuni giocatori. Credo di aver lasciato una scia di empatia e di dialogo, anche se all’esterno a volte appaio un po’ burbero. Ma a volte lo fai per proteggerti»

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SU LEWANDOWSKI«Lewandowski aveva praticamente già firmato il contratto con noi (del Genoa, ndr), era pure venuto a vedere una partita dopo aver svolto le visite. Poi però l’agente, a sorpresa, aveva cambiato le commissioni: ci sono anche queste cose. Morale della favola, dissi che il giocatore se ne doveva andare. E me ne sono pentito amaramente, era una procura di 500mila euro su un affare di 4,5 milioni. La cosa più grave è che lo rifarei ancora, il problema era la reazione all’aver contravvenuto alle regole»

SU MESSI«Questo era ai tempi del Como. Mi chiamò Favero mandandomi un video di un ragazzino che aveva il pallone incollato ai piedi in un campo di patate. Era un’operazione da 50mila dollari al tempo. Gentile e Imborgia mi dissero che Messi non potesse giocare a calcio perché troppo piccolo. L’anno dopo poi andò al Barcellona, lì gli tirarono le ossa e ancora oggi sta giocando»

SUI VOTI AI PRESIDENTI «Galliani è un amico, voto 9. Cairo 3 ed è già troppo. A Lotito darei la sufficienza. Cellino anche lui un 6, non di più. Zamparini 7,5. A Moratti do 9 anche a lui. Moggi è un amico, 7. Sensi è un 9. Berlusconi 10. Andrea Agnelli, gli voglio bene quindi gli do 8. A Elkann 6»

SU CARNEVALI«Giovanni è uno serio e gli ho detto di farsi dare carta bianca. Se così è, piano piano ribalta la Juventus, in silenzio»

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