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Donati non ha dubbi: «Ronaldo e Messi possono arrivare fino in fondo al Mondiale, sono i più determinanti» – ESCLUSIVA VIDEO

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Massimo Donati è intervenuto in esclusiva a Calcionews24 per analizzare quanto visto fino a questo momento ai Mondiali

Massimo Donati ha parlato in esclusiva a CalcioNews24 per analizzare quanto visto finora ai Mondiali 2026 in corso tra Stati Uniti, Canada e Messico. L’ex centrocampista e attuale allenatore si è soffermato sul peso di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, sulle nazionali favorite per la vittoria finale, sulla crescita delle cosiddette squadre minori e sul nuovo format della competizione. Le sue dichiarazioni.

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MESSI-RONALDO – «Iniziamo dicendo che Messi e Ronaldo sono ormai da parecchi anni al top, sono i numeri uno, anche se sono in due, sono i giocatori più rappresentativi, più forti, più determinanti sia per la nazionale che per le squadre di club per cui hanno giocato. Parliamo dei migliori giocatori di questa epoca ed è normale che si parli di loro, sia in positivo che in negativo, alla fine quando si è giocatori veramente importanti si si aspetta sempre un qualcosa di particolare, quando è positivo diventa quasi normalità, quando invece vengono un po’ a mancare si notano per l’altro aspetto. Quindi sono giocatori determinanti anche se alla fine nei giochi di squadra come è il calcio è il collettivo che diventa determinante perché poi vanno a supportare questi tipi di giocatori. Quindi possono arrivare in fondo, sì, sicuramente, senza dubbio, però poi sono i collettivi quelli che fanno la differenza e che ti permettono poi di arrivare fino in fondo. Da soli non ce la possono fare ma appunto devono essere accompagnati»

FAVORITA – «Ma allora diciamo che c’è stato qualche risultato anche un po’ sorprendente perché ci sono state nazionali chiamate minore, chiamiamole così, che si sono presentate molto organizzate e quindi certe partite sembravano scontate così scontate non lo sono state. Le squadre che possono vincere alla fine sono sempre le stesse, Francia, Argentina, Germania, poi ce ne sono altre che magari sono sulla carta un po’ sotto però come hai detto bene te più avanti arriveranno partite che poi verranno determinate da un episodio, da una giocata, da un qualcosa di particolare. Perché ripeto, il livello di organizzazione visto finora è, secondo me, molto importante, molto bello da vedere ed è bello anche vedere partite che non sono così scontate. Ecco, magari il Portogallo ieri ha fatto una vittoria più facile ma perché ha indirizzato subito la partita in una determinata maniera la partita si è resa più semplice. E quindi è un bel mondiale, è un bel mondiale da vedere, mi dispiace che non c’è l’Italia, ovviamente, però alla fine quello che si sta vedendo sono delle belle partite, delle squadre organizzate».

NUOVO FORMAT – «Ma sì, nel senso più nazionali si vedono è meglio, sono nazionali che nella mia vita, ho sentito nominare poco, ma invece ci sono e sono anche bravi e quindi perché no, dare l’opportunità a più squadre di partecipare a un mondiale che è la competizione per eccellenza, secondo me è una cosa positiva. Dal punto di vista europeo, qua chiamo in gioco l’Italia che non è stata qualificata e alla fine è passata una squadra per girone, magari quello si poteva sistemare un po’ perché non è normale che alla fine l’Italia non ci sia. Poi è vero che ci sono stati i play-off e tutte quelle cose, però è stata un po’ limitante»

NORVEGIA OUTSIDER – «Sì, anche io ho in mente quella, Norvegia e mi auguro anche la Scozia perché io ho vissuto la tanti anni, ho giocato lì e stasera è una partita complicata con il Brasile, se riesce a passare il turno secondo me ha dei giocatori, dei tifosi, un entusiasmo pazzesco per fare qualcosa di bello. Quindi queste due squadre, Norvegia e Scozia, mi auguro che possano fare qualcosa di importante perché mi stanno simpatici, sono gente dal grande cuore che danno tutto e queste cose le apprezzo».

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