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Trevisani spiega: «Spalletti è un fuoriclasse. Ecco il perché delle dichiarazioni su Kolo Muani, dietro ci sono due motivazioni»

Trevisani spiega: «Spalletti è un fuoriclasse. Ecco il perché delle dichiarazioni su Kolo Muani, dietro ci sono due motivazioni». Il pensiero del giornalista
Le dure parole di Luciano Spalletti dopo l’errore commesso da Randal Kolo Muani nella sfida contro il Frosinone hanno scatenato ampie discussioni nell’ambiente bianconero. Ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, il giornalista Riccardo Trevisani ha commentato le esternazioni del tecnico della Juventus, leggendovi una precisa doppia strategia rivolta sia all’attaccante che alla società:
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«Spalletti ha iniziato la stagione quest’anno. È vero che c’era già da novembre dell’anno scorso ma la stagione con la preparazione l’ha fatta quest’anno. Le sue dichiarazioni crude su Kolo Muani hanno due obiettivi. Il primo è svegliare Kolo Muani, gli ha dato una bastonata per farlo svegliare. Con qualcuno bisogna fare così. Lui non deve togliere di mezzo Kolo Muani ma il francese deve capire che sono belle le sportellate, belle le sponde ma deve fare gol quando la palla rimbalza sulla linea. Quel gol non si può sbagliare, neanche Dovbyk sbaglia un gol così. Penso che Spalletti urli per svegliare Kolo Muani che è ancora fermo al 2022 e urla per dire: io a gennaio ho fatto il bravino, e non mi avete preso nessuno. Ora ve lo sto dicendo: prendetemi Zirkzee che è uno di quelli che poi ti fa giocare meglio tutta la squadra. Però la cosa migliore che ha la Juventus è l’allenatore, il fuoriclasse ce l’ha in panchina, pochi in campo. Deve cercarsi di darsi una mano. Con questa Roma, questo Como, questo Milan ambizioso, questa Inter e il Napoli che negli ultimi 4 anni ha fatto due primi posti e un secondo, non so se la Juve sta nelle quattro. Lui secondo me urla a Kolo Muani, urla a se stesso ma urla anche alla dirigenza. A gennaio è stato zitto ed è finita male».
Un monito chiaro e diretto che richiama la dirigenza bianconera a intervenire sul mercato per non compromettere la corsa ai primi quattro posti.