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Perin si presenta: «Palermo era una grande opportunità. Volevo rimettermi in gioco». Poi l’ex Juve svela cosa gli ha detto Dybala

Perin si è ufficialmente presentato ai tifosi del Palermo e raccontato anche un piccolo retroscena su Dybala. Cosa ha detto
Una scelta radicale e consapevole segna la nuova tappa professionale dell’ex estremo difensore bianconero. A un passo dai 34 anni, l’arrivo di Perin al Palermo rappresenta un profondo stravolgimento di vita, accolto dal calore straordinario degli oltre mille sostenitori presenti allo stadio Barbera per la sua presentazione.
«Da quando è arrivato il City Group ho sempre visto il Palermo con occhio diverso – ha raccontato l’ex Juve – e ho seguito spesso i rosanero in Serie B. C’è un momento nella vita di tutti noi in cui bisogna avere il coraggio di ascoltarsi: era un’opportunità importante per me, appena mi ha chiamato il procuratore dicendomi che c’era questa possibilità io non ho esitato. Ho subito detto: va bene, andiamo. Senza chiedere altro. Qui c’è un entusiasmo pazzesco, ci sono componenti importanti che non mi hanno fatto avere alcun dubbio. Ogni cambiamento di vita porta qualcosa di positivo, se voluto: per la prima volta gioco al Sud, mi metto in gioco con un obiettivo importante da realizzare. Spero che questa avventura mi regali tante gioie, ci saranno anche i momenti di sofferenza ma questi esistono per aiutarci a diventare delle persone migliori. Non vedo l’ora di vivere tutto questo con la gente di Palermo e con i miei compagni».
L’entusiasmo della piazza è stato confermato anche da un simpatico retroscena che coinvolge un suo ex compagno alla Juventus. «Ieri ho ricevuto un’accoglienza incredibile, davvero qualcosa di bellissimo. Ho sentito Paulo Dybala al telefono ieri, mi ha chiesto di salutargli Pasquale il magazziniere e oggi ho portato i suoi saluti».
Consapevole dei rischi della nuova categoria, il neo acquisto ha voluto richiamare tutti alla massima concentrazione per affrontare le insidie del torneo cadetto. «Dovremo cercare di essere continui, perché ogni partita sarà una battaglia sportiva. Il campionato di serie B è molto complicato, non sarà facile e non c’è nulla di scontato. C’è un sogno che dobbiamo coltivare tutti insieme. L’atteggiamento è fondamentale in questo torneo. Ho avuto un’esperienza a Padova in Serie B: eravamo una squadra fortissima ma non andammo nemmeno ai playoff. Non bastano i nomi, dobbiamo lavorare quotidianamente. Ci aspetteranno tutti con il coltello tra i denti».
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«Joronen? Non ho ancora sentito Jesse, lo aspettiamo qui: è un ragazzo strepitoso, magari ci confronteremo sulla fisioterapia perché io ho avuto lo stesso tipo di infortunio. È una personalità importante nel nostro spogliatoio, lo attendiamo con ansia e gli mando un grande abbraccio. Lo strumento più importante che abbiamo è la voglia di soffrire e sacrificarci tutti insieme: è una qualità difficile da insegnare, o ce l’hai o no. Sia con il Lecce che contro la Juve Stabia ho visto questo atteggiamento, quest’attitudine», ha aggiunto
Infine, Perin ha espresso le sue impressioni sull’impatto con la realtà siciliana e la dimensione familiare. «Non conoscevo Palermo, purtroppo non ci ero mai venuto a parte nelle gare giocate al Barbera. Voglio che i miei figli si inizino ad ambientare. È un cambiamento importante per tutti noi – ha concluso – e sono sicuro che ci integreremo presto. La famiglia ti dà un boost importante nelle giornate in cui ne hai bisogno».