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Bianconeri all’asta del fantacalcio: valutazioni e gerarchie reparto per reparto dopo la prima a Frosinone

Bianconeri all’asta del fantacalcio: valutazioni e gerarchie reparto per reparto dopo la prima a Frosinone

Le aste del fantacalcio entrano nel vivo e chi punta sui giocatori della Juventus fa i conti con un cantiere ancora aperto. La squadra di Luciano Spalletti ha vinto di misura all’esordio, il mercato chiude il primo settembre e diverse gerarchie restano da decifrare. Proprio per questo i bianconeri sono tra i profili più discussi ai tavoli d’asta: tra fine agosto e la sosta di settembre si concentra la gran parte delle aste, e sbagliare le valutazioni sui big può pesare per un’intera stagione.

Prima di sedersi all’asta conviene incrociare più fonti. Le probabili gerarchie dicono chi parte titolare, il listone fissa i prezzi, e le analisi di giornata con cui si costruiscono i pronostici vincenti aggiungono l’ultimo tassello: lì si vede da quote e mercati selezionati quanto un attacco stia girando, un’informazione che al fanta vale quanto un bonus.

Il reparto più delicato sta tra i pali. È la porta del dopo Di Gregorio, partito verso il Bournemouth, e del dopo Perin, salutato in direzione Palermo, con Grabara in arrivo dal Wolfsburg a ridisegnare le gerarchie: chi compra i pali juventini acquista un reparto tutto nuovo, da verificare sul campo. Più semplice il discorso dietro: Bremer ha deciso la gara di Frosinone di testa e resta uno dei pochi difensori da doppia cifra potenziale tra bonus e presenze, con Kalulu affidabile seconda scelta.

Davanti il nodo si chiama Kolo Muani. Il francese ha steccato l’esordio con un clamoroso errore sotto porta che gli è costato la puntura di Spalletti, e con il nome di Zirkzee accostato ai bianconeri la sua centralità non è garantita. Quotazione da rischio calcolato, da coprire con un’alternativa già in rosa. Capitolo opposto per Yildiz, la certezza tecnica della squadra e l’unico bianconero da slot pesante senza troppi dubbi.

A centrocampo vale la regola della pazienza, perché fino al primo settembre ogni gerarchia può cambiare, e un’asta anticipata premia chi ha lasciato crediti in cassa per la riparazione. Il metodo conta più del colpo singolo, fissare un tetto di spesa per reparto evita di inseguire i nomi sull’onda dell’ultima giornata giocata.

Le prime giornate diranno il resto sulle gerarchie vere di Spalletti, dai rigoristi ai cambi offensivi. Per chi deve ancora fare l’asta, ogni turno che passa è una prova generale in più da mettere nel conto.

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