La Juventus torna a giocare in Europa League a distanza di tre anni: chi sono gli unici superstiti da quella semifinale col Siviglia
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La Juventus torna a giocare in Europa League a distanza di tre anni: chi sono gli unici superstiti da quella semifinale col Siviglia

Alla 16ª partecipazione in Europa League, la Juve si presenta rivoluzionata rispetto alla semifinale del 2023: ceduti quasi tutti i protagonisti dell’era Allegri

Poco più di tre anni dopo l’amara eliminazione ai tempi supplementari contro il Siviglia al Ramón Sánchez-Pizjuán (maggio 2023), la Juventus si riaffaccia all’Europa League per la sedicesima volta nella sua storia. Il bilancio complessivo della competizione — che ai tempi della Coppa UEFA ha visto la Vecchia Signora alzare il trofeo tre volte e conquistare quattro finali — parla anche di due semifinali raggiunte nelle ultime due apparizioni. Tuttavia, come sottolinea il Corriere dello Sport, il confronto tra la squadra guidata allora da Massimiliano Allegri e quella attuale allenata da Luciano Spalletti restituisce l’immagine di un’era spazzata via dal tempo e dal mercato: della rosa di quella notte sono rimasti sani e disponibili soltanto due superstiti, ovvero Federico Gatti e Gleison Bremer.

Il quadro dei superstiti di quel maggio 2023 si completa unicamente con Manuel Locatelli, attualmente ai box per il grave infortunio al ginocchio, e Arkadiusz Milik, ormai fuori dai piani e dalle liste. Tutti gli altri quindici interpreti impiegati tra titolari e subentrati in quell’euro-subentro sono stati ceduti o hanno intrapreso altre strade: da Szczęsny tra i pali a Danilo, passando per le corsie presidiate da Cuadrado e Iling-Junior, la mediana di Fagioli e Rabiot, fino all’attacco con Di María, Kean, Vlahović, Paredes, Miretti, Kostić e Chiesa. Un repulisti profondo che testimonia la titanica opera di rinnovamento societario portata avanti negli ultimi tre anni.

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Quella sera Allegri si affidò al 3-5-2 con Gatti, Bremer e Danilo a protezione della porta, prima che i gol di Suso e Lamela annullassero il vantaggio iniziale firmato da Vlahović. Oggi la Juventus si appresta ad affrontare il NEC Nijmegen con una struttura societaria, tecnica e tattica completamente rifondata. Per Spalletti, la memoria di quella semifinale sfumata a un passo dall’atto conclusivo di Budapest deve servire da monito: la nuova Juve, forte del talento dei suoi interpreti rinnovati, scende in campo con l’obiettivo di spingersi fino in fondo e riscrivere la propria storia europea.

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