
Di Marzio ai microfoni di Sky Sport ha analizzato il calciomercato della Juve confermando che entro il 30 giugno ci sarà una cessione importante
Durante un intervento ai microfoni di Sky Sport, il giornalista Gianluca Di Marzio ha analizzato nel dettaglio la sessione estiva di calciomercato della Juventus. Secondo il noto cronista, le manovre della società bianconera sono state fortemente condizionate dalle restrizioni finanziarie e dal rispetto dei parametri del Settlement agreement con l’UEFA.
Analizzando le strategie offensive, l’esperto di mercato ha spiegato: «L’idea di Spalletti era quella di prendere… È sempre stata quella di prenderne due attaccanti, evidentemente perché considerava Kolo Muani non il vero e proprio centravanti fisico che potesse sbloccare con caratteristiche aeree determinate partite, tant’è che la Juventus aveva trattato contemporaneamente, ricorderete, anche Pellegrino che poi è finito alla Fiorentina. Ma è finito alla Fiorentina, perché la Fiorentina lo ha comprato e l’ha pagato 25 milioni di euro, più percentuali, bonus eccetera eccetera. Tutto bello quello che si dice, tutto condivisibile, ma il mercato la Juve lo ha fatto anche con la calcolatrice, col fair play finanziario col Settlement agreement».
Il giornalista si è poi soffermato sui vincoli d’ingaggio e sulla trattativa fallita per la coppia d’attacco: «Anche l’ultima operazione di Woltemade e Zirkzee… Cioè la Juventus ha dovuto veramente capire se poter fare quest’operazione perché inserire degli ingaggi in più nel nella rosa era permessu soltanto se fossero usciti altri giocatori con stipendi simili o più bassi. Cioè non dobbiamo sempre considerare quando facciamo questi ragionamenti se non puoi comprare, poi se non vendi a giocatori e appunto non sono andati via e quindi non andando via questi giocatori non hai potuto fare determinati investimenti».
Nel suo bilancio, il cronista Di Marzio ha messo in evidenza la scelta strategica del club a discapito della prima punta d’area: «L’unico investimento forse fatto in più nel momento di difficoltà è stato quello di Alajbegovic, dove lì hai speso 35 milioni di euro ma perché hai pensato di poter fare un investimento davvero di un giocatore di grande prospettiva futura. Se non avessi fatto quell’investimento lì, oggi, magari negli ultimi giorni di mercato, avresti avuto più forza per poter prendere un centravanti con determinate caratteristiche. Però lì è stata una scelta giocarsi la fish sul giocatore di prospettiva, sul talento, soffiarlo ad altre squadre che ci stavano lavorando per prendere un giocatore che un domani, forse anche per 10 anni, potrebbe giocare dalla Juventus perché vedi che ha qualcosa di diverso».
QUI: CALCIOMERCATO JUVE, TUTTE LE NOTIZIE AGGIORNATE
Il commentatore ha anche sottolineato come i tempi stretti abbiano influito sui movimenti societari: «Però ricordiamoci i paletti con cui ha dovuto lavorare la Juventus per fare il mercato non poteva fare tutto quello che voleva e quindi ci vuole tempo. Anche perché sono tutti arrivati dopo, cioè Carnevali è arrivato, cos’era, maggio. Massara è arrivato poi. Però la Juve ha speso tanto? Woltemade è un prestito secco, sicuramente ha speso quello che poteva, ha speso quello che poteva facendo determinati calcoli e cercando di accontentare il più possibile l’allenatore, che ripeto avrebbe voluto il colpitore di testa che non è nemmeno Woltemade comunque. Perché alla fine Woltemade è un giocatore molto abile nel venire incontro e nell’aiutare lo sviluppo offensivo, però sicuramente è più alto degli me ed è alto ed è alto degli altri e quindi forse qualche gol di testa lo farà. Anche se in carriera ne fatti credo quattro su 4 o 5».
In chiusura di trasmissione, le parole di Di Marzio hanno delineato gli scenari futuri in ottica bilancio: «Però ecco nell’analisi va sempre considerata anche quello, che la Juventus poteva fare. Poi nel futuro sicuramente vedremo come la Juventus si muoverà nel vendere. La Juventus dovrà fare una cessione da qui al 30 giugno penso anche importante, quindi poi capiremo come riuscirà a cavarsela nei nei meandri di questi accordi con l’UEFA».