Conferenza stampa Spalletti pre Juve NEC: le sue dichiarazioni alla vigilia del primo match della League Phase di Europa League 2026/27
(inviato all’Allianz Stadium) – La Juventus inaugura l’Europa League 2026/27 ospitando il NEC all’Allianz Stadium. I bianconeri vogliono partire subito forte nella competizione per lasciarsi alle spalle la delusione in campionato col Sassuolo.
LA CONFERENZA STAMPA DI KALULU ALLA VIGILIA DI JUVE NEC
Nel giorno di vigilia, mercoledì 16 settembre, Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa alle 15 per presentare il match davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.
CHE SQUADRA E’ IL NEC – «Il loro allenatore è di livello, ha avuto il coraggio di imporre le sue idee in un Paese evoluto di calcio. Ha idee differenti da ciò che si voleva proporre. Si è imposto, ha lasciato un’idea diversa e ben riconoscibile. Ha avuto un campionato di terza divisione, con squadre di livello. Ci dobbiamo aspettare una proposta di gioco esclusiva, come qualità di idee, come intenzione di fare determinate cose in campo. Questo ci deve trovare pronti altrimenti possiamo rimanere sorpresi…Lui ha uno score di due reti segnate a partita. Questo la dice lunga sul calcio che vuole andare a proporre. Ha calciatori in squadra forti, forse Nuytinck lo conosciamo a Udine, c’è anche Tadic. Giocano a piede invertito le coppie di fasce, perché vogliono convergere verso la porta e creare situazioni. Poi questa continua pressione che se non ti trova sempre nei momenti più calmi da un punto di vista di fatica fisica può diventare una serata scomoda».
COME HA ANALIZZATO SASSUOLO – «Noi siamo stati attenti, lucidi, consapevoli che c’è qualcosa da migliorare. Abbiamo analizzato in profondità la cosa, abbiamo tracciato quello che si vuole andare a fare, quelle che possono essere le cose a cui dobbiamo portare dei correttivi perchè non risucceda quello che è successo. Bisogna essere più compressi per togliere da un punto di vista di squadra qualche linea di passaggio avversaria e capire il momento in cui montare addosso all’azione, quando pressare e quando fare blocco squadra per aspettare la mossa sbagliata dell’avversario. Questo per far capire quali possono essere i correttivi, anche se la spiegazione sta meno nella tattica collettiva. La differenza la fa più come interpreti la situazione, il ritmo diventa fondamentale. Mantenere questo ritmo mentale è la vera qualità che può farti andare oltre il problema che può succederti in campo. Chi pensa prima, gioca prima. Fa tutto un po’ prima, questa è la sintesi che siamo andati a dire, toccare. Magari con più profondità».
PRESSIONE – «Accettare la pressione è la medicina per imparare a vivere. L’ho imparato dopo pochi anni per portare a casa roba. A 10 anni quando andavo a scuola dovevo lavorare per portare a casa qualcosa per la famiglia…Si figuri se mi turba adesso che ho messo moltissime cose a posto, soprattutto nella mia professione a cui tengo moltissimo. Cosa esce dopo una sconfitta è un processo che non posso controllare e quindi non mi interessa. Nella mia testa decido io a quale pensiero dare spazio e quale non darlo. A quello a cui lei fa riferimento non do molto spazio».
TURNOVER E WOLTEMADE INSIEME A KOLO MUANI – «Non dico niente della formazione, non vi posso aiutare».
QUALCOSA L’HA SORPRESO DALLE CRITICHE – «Son tutte cose che ascolti quando dimentichi chi sei. Se lei comincia a dare ascolto a ciò che gli viene detto perde la sua identità, ciò che ha passato. Dà forza agli sguardi che ti incrociano, le amicizie o le difficoltà che ti vogliono creare. Non va assolutamente fatto, bisogna esser un po’ veri, vivi e reali in quelle che sono le cose che ti circondano, le emozioni che vivi. Non puoi essere compreso da tutti, tu fai le cose che ritieni giuste per il bene del club e della squadra».
LA SQUADRA HA PERSONALITA’ PER VINCERE IL TROFEO? – «Che lo vinca, quello viene detto a più squadre come sempre succede… Essere pronti è l’unica lingua per spiegare che siamo calciatori e persone da Juventus. Accettare il fatto di giocarsi le partite è l’unica lingua che può spiegare a chiunque di essere del livello da Juventus. Quindi siamo pronti».
RITMO MENTALE – «Il gioco è diventato troppo veloce, ci sono troppe variabili. È diventato troppo dipendente dalle decisioni dei calciatori. È quella roba lì, io devo anticipare le situazioni, saperle gestire da solo. Non si va dietro una lettura corretta, ma di quello che c’è adesso. C’è un ritmo di gioco che ha variabili sempre più sorprendenti, sempre più improvvise. A volte non si riesce a star dietro con la testa. Da fuori nessuno può aiutarci, bisogna reagire dentro. Farne conoscenza e andare a batterci il naso come ci è successo ti dà delle conoscenze che ti possono servire per il futuro. Diventano conoscenze reali, vere, su dove sta andando il calcio. Ora le nuove regole arbitrali proteggono lo spettacolo ma è un incentivo, una indicazione verso il duello, lo sbattimento, la ricerca del contatto fisico e la prigione individuale che ti trovi quando sei nei pressi del fallo laterale. Se non reggi botta ti buttano fuori dal campo, ora non puoi accentuare il fallo. Si gioca di più, diventa visibile che vengono un po’ tirati in superficie i furbetti…Proteggono lo spettacolo e liberano il calcio».
PAROLE DI CARNEVALI – «Carnevali è un uomo di calcio, una persona esperta, equilibrata. Lui sa bene che cosa deve fare, deve trasferire questa serenità affinché la squadra lavori tranquillamente. È solo questa la via d’uscita. Sono un po’ meno di quello che ha detto ma non lo deluderò e diventerò ciò che lui vuole. Per la stima che ho per lui non lo deluderò».
UNA PARTE DI TIFOSI HA GIA’ NOSTALGIA DI CONTE? – «Giusto che ognuno dia forza a ciò che vuole, a ciò che gli sembra giusto dare forza. Lei si è fatto la locandina per Conte, l’ha rammentato per Conte… Ognuno si fa la locandina che vuole, io Luciano Spalletti mi faccio quella che voglio con una squadra forte, con gli stessi criteri e convinzioni con cui abbiamo iniziato. È una cosa che sta lì, è a portata di mano. Anche se abbiamo fatto il peggior inizio di campionato degli ultimi 5 anni la partita col Sassuolo la potevamo vincere, ma dobbiamo mettere a posto alcune cose».
STUPITO DALLE CRITICHE DOPO 4 GIORNATE – «È normale, non sono stupito che dopo 4 giornate siano cambiati due allenatori. Non sono stupito da cosa si dice qui. Bisogna riuscire a sapere che abbiamo urgenze. Urgenza di vincere questa partita, ma non solo. Dobbiamo far vedere che siamo la Juventus. Fa tutto parte della posizione in cui siamo, dobbiamo far vedere che una volta arrivati ce la meritiamo e possiamo rimanere. Finché ci verrà dato tempo e spazio le uniche energie vanno lì. Chi parla di me non mi interessa perché non mi conoscono, han messo nel mirino alcune cose e vogliono colpire. Ci sono professionisti, tiratori scelti, ci sono i social. Ognuno prende e dice ciò che gli pare, vomita le sue debolezze addosso agli altri perché ha un cellulare. Figuriamoci se mi devo accodare alle opinioni altrui. Due/tre in carriera ne ho passate di situazioni».
TORNANO MCKENNIE E CAMBIASO – «Fa parte delle valutazioni anche lì. Bisogna far attenzione a chi si mette in campo e che poi vanno sostituiti. 2/3 non finiranno la partita e quindi non puoi metterli insieme. Io domani McKennie lo voglio in campo all’inizio, per troppi motivi. Per cui McKennie gioca. Mi dispiaceva non darvi una certezza».
KOOPMEINERS – «Quando si veste la maglia della Juventus non è importante la stagione, è importante come tu vai a fare la prossima cosa. Non la stagione. Koop per noi viene considerato in maniera importante, da lui ci aspettiamo sempre di vedere il livello che conosciamo tutti molto bene. Ci sono delle decisioni individuali, personali da prendere, quando si giocano partite. Lui ha il dovere di farci vedere delle decisioni importanti da prendere. Sappiamo che le ha, queste intenzioni così definite e forti da calciatore internazionale. Io sono lì convinto che lui mi faccia vedere delle cose importanti, non soltanto in una partita, ma già in allenamento. Perché abbiamo bisogno di quelle cose lì da Koopmeiners».
HA PAURA DI SCHREUDER – «No».