
Elimoghale brucia le tappe, prima convocazione europea a 17 anni: storia e caratteristiche di un talento in cui la Juve crede profondamente e che vuole proteggere
La prima chiamata ufficiale in una competizione internazionale con la prima squadra della Juventus, in vista della sfida di Europa League contro il NEC, rappresenta una pietra miliare indimenticabile per Destiny Elimoghale. Il giovane e chiarissimo talento classe 2009, già stabilmente aggregato in questa stagione alla formazione della Next Gen dopo aver svolto parte del ritiro estivo con la prima squadra agli ordini di mister Luciano Spalletti, sta bruciando le tappe ad una velocità davvero impressionante. La sua favola calcistica comincia a Torino, dove nasce il 23 aprile 2009 da una famiglia di origini nigeriane. I suoi primissimi passi nel mondo del pallone muovono dal Rebaudengo, piccola realtà torinese dove la sua innata facilità nel saltare l’uomo palla al piede balza subito agli occhi degli osservatori bianconeri.
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Il passaggio nei Pulcini della Vecchia Signora si concretizza attraverso una formula romantica e d’altri tempi, lontanissima dalle cifre del calcio professionistico: alla società torinese arrivano infatti palloni, conetti e materiale tecnico in cambio del tesseramento di un bambino destinato a un grande futuro. Da quel momento Elimoghale scala ogni categoria del settore giovanile bianconero con totale disinvoltura. Nell’Under 15 esplode fragorosamente realizzando ben 14 gol in 24 partite di campionato, a cui aggiunge altre 3 reti nella fase a eliminazione diretta. Nella stagione 2025-2026 arriva la consacrazione da sottoleva in Primavera 1: 23 presenze, 1.194 minuti giocati, 2 gol e le importanti esperienze in Youth League e Coppa Italia Primavera.
La convocazione da parte di Spalletti è il giusto premio per un percorso virtuoso fondato su un grande talento e sul costante lavoro quotidiano. Un’ascesa parallela a quella vissuta con le selezioni giovanili dell’Italia, dove il classe 2009 ha subito mostrato spiccate doti di personalità. Con la maglia dell’Under 17 azzurra ha infatti realizzato il gol decisivo allo scadere contro la Croazia, regalando la qualificazione agli Europei di categoria. Dimostrando grande freddezza nei momenti di massima pressione, Elimoghale entra ora a pieno titolo nel gruppo dei grandi, pronto ad assaporare da vicino tutta la magia della sua prima notte europea.
Per quanto riguarda le sue caratteristiche tecniche, Destiny Elimoghale parte prevalentemente da sinistra, ma può essere impiegato anche sulla fascia opposta o vicino a una prima punta. È un destro naturale capace di utilizzare con sicurezza anche il mancino. La sua giocata preferita nasce spesso dal primo controllo: orienta il pallone, guadagna campo e costringe il difensore a rincorrerlo. La struttura fisica gli permette di reggere i contrasti, mentre l’accelerazione diventa l’arma con cui spezza le linee avversarie. Per caratteristiche è stato accostato a Rafael Leão, soprattutto per la progressione palla al piede e la capacità di trasformare una ricezione apparentemente innocua in un’azione pericolosa. Il paragone descrive uno stile, ma la strada di Destiny deve ancora in gran parte essere scritta. Il prossimo capitolo comincerà accanto alla prima squadra. Dal Rebaudengo ai campi della Continassa, dai palloni ricevuti in cambio del suo cartellino alla chiamata di Spalletti: Elimoghale ha impiegato pochi anni per avvicinarsi al calcio che sognava da bambino. Ora potrà guardarlo da dentro.