Lenzini in conferenza: «La Women's Cup sarebbe un premio per questo inizio, nessun senso di rivalsa verso la Roma. Io senatrice? Qualcosa l'ho fatto e ora sono più vicina a Rosucci e Salvai»
Hanno Detto

Lenzini in conferenza: «La Women’s Cup sarebbe un premio per questo inizio, nessun senso di rivalsa verso la Roma. Io senatrice? Qualcosa l’ho fatto e ora sono più vicina a Rosucci e Salvai»

Lenzini in conferenza: «La Women’s Cup sarebbe un premio per questo inizio, nessun senso di rivalsa verso la Roma. Io senatrice? Qualcosa l’ho fatto e ora sono più vicina a Rosucci e Salvai». Le parole

(inviato a Vinovo) – Martina Lenzini, giocatrice della Juventus Women, ha parlato in conferenza alla vigilia della finale di Women’s Cup contro la Roma.

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CLASSICO DEL CALCIO FEMMINILE – «È diventato ormai un classico del calcio femminile e mi aspetto una finale combattuta, come lo è stata nella prima edizione della Women’s Cup. Immagino quindi che sarà lo stesso anche questa volta».

NONA FINALE CON LA ROMA – «Non penso che ci siano né vantaggi né svantaggi da entrambe le parti, perché questa non è una partita di campionato e, come sempre, le finali sono imprevedibili. Ovviamente, avendo già giocato altre finali, penso che dalla nostra parte abbiamo un pochino più di esperienza in questo tipo di partite, ma anche la Roma ha giocatrici che hanno esperienza. Quindi non vedo né vantaggi né svantaggi da entrambe le parti: è sempre una partita aperta».

VOGLIA DI RIVALSA – «Come senso di rivalsa non direi. Ad ora siamo le detentrici della Women’s Cup e, che sia una finale o un’altra partita, la Juventus viene per vincere. Non è una questione di rivalsa: dobbiamo vincere per il club, per la società, per la squadra e per tutte le persone che lavorano nella Juventus».


IMPORTANZA DEL TROFEO – «Sicuramente potrebbe essere un premio per tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi due lunghi mesi, perché abbiamo iniziato veramente presto. Sarebbe una gratificazione per il lavoro fatto, ma sicuramente sarebbe anche un nuovo punto di partenza, sia in caso di vittoria sia di sconfitta. Ci viene sempre detto che questo è un processo e che, qualsiasi sia il risultato, servirà per continuare a lavorarci sopra».


COSA SERVE PER VINCERE – «Il dettaglio che serve sempre in ogni finale, secondo me, è il nostro spirito: giocarla sempre fino alla fine. È quello che ci ha sempre aiutato e, secondo me, ci aiuterà sempre. È il nostro motto, ma non è solo qualcosa che viene detto tanto per dire: è proprio quello che cerchiamo di trasmettere alle nuove giocatrici che arrivano. Sicuramente questo ci aiuterà ancora di più di qualsiasi dettaglio tecnico o preparazione alla partita».


ASPETTO PSICOLOGICO – «
Ogni finale ovviamente porta un po’ di brivido, chiamiamolo così, però abbiamo un buon senso di responsabilità e tutte noi penso che abbiamo anche un senso di felicità nell’avere la possibilità di giocare una finale. Come hai detto tu, i dettagli fanno la differenza. Il mister e tutto lo staff ci stanno preparando su tutto già dall’inizio della settimana. Facciamo meeting per capire ancora di più quello che dobbiamo andare a fare e, soprattutto, per riuscire a portare in campo il nostro gioco».

SEI UNA SENATRICE? – «
Se mi sento una senatrice, probabilmente lo sono diventata con il tempo, perché ho avuto la fortuna di essere guidata e di poter guardare e prendere il più possibile da chi è stato qui prima di me.
Sicuramente, con la partenza di Barbara, posso unirmi ancora di più a Cecilia e a Martina, perché siamo quelle che sono rimaste sempre qui alla Juventus e sappiamo bene cosa voglia dire giocare nella Juventus.
 Ovviamente, questo fatto di scalare un pochino le gerarchie mi rende orgogliosa sempre, perché vuol dire che qualcosa nel tempo l’ho fatto».

RUOLO PREFERITO – «Su questo mi verrebbe da dirti che la mia risposta non è cambiata nel tempo, quindi è rimasta sempre quella».

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