
Bergomi analizza i problemi della Juventus: «Ecco perché nel primo tempo di Cagliari ha fatto confusione». Il suo commento
Il deludente pareggio per 1-1 maturato sul terreno di gioco del Cagliari ha riproposto in maniera nitida i consueti, irrisolti problemi d’attacco della Juventus. Pur esercitando un dominio pressoché totale sul piano del possesso palla e del controllo territoriale per l’intero arco dei novanta minuti, la formazione bianconera guidata da Luciano Spalletti ha mostrato ancora una volta un’evidente ed affannosa fatica nel concretizzare la mole di gioco prodotta e nello sbloccare il risultato con sufficiente lucidità.
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Dagli studi televisivi di Sky Sport, l’ex bandiera nerazzurra ed apprezzato opinionista Beppe Bergomi ha analizzato nel dettaglio la prestazione tattica offerta dai torinesi sul prato della Unipol Domus, mettendo a confronto l’organizzazione dei bianconeri con quella del Milan e sottolineando la netta differenza di resa tra la prima e la seconda frazione di gara. Secondo la disamina del commentatore, l’eccesso di fluidità tattica e le continue rotazioni nei primi quarantacinque minuti hanno finito per disorientare gli stessi interpreti in campo:
«La Juventus si vede che palleggia bene, come il Milan. Parlavamo del Milan che sviluppa bene sull’esterno: poi nel primo tempo, secondo me, la Juventus con queste continue rotazioni crea alcune volte anche un po’ di confusione. Nel secondo tempo ruoli chiari Alajbegovic, Zhegrova, poi le due punte: è vero che venivano dentro il campo, però con questi cross e tiri ha creato delle situazioni un po’ più chiare, anche se nel primo tempo qualcosa aveva creato».
Dalla lettura tattica proposta da Bergomi emerge dunque una chiara indicazione per lo scacchiere di Spalletti: la ricerca della semplicità e la definizione precisa delle posizioni degli esterni d’attacco, come Edon Zhegrova ed il giovane talentuoso Alajbegovic, consentono alla Vecchia Signora di riempire l’area di rigore con maggior cattiveria ed efficacia, creando presupposti ben più pericolosi per le retroguardie avversarie.