
Cosa sta studiando il tecnico per restituire fiducia a Woltemade. Parte l’operazione recupero di Spalletti
Cosa sarà, ma soprattutto cosa può diventare Nick Woltemade con la Juventus? I punti interrogativi continuano ad accompagnare la vigilia europea dell’attaccante tedesco, pronto a riprendersi una maglia da titolare a Vigo dopo l’opaco spezzone rimediato a Cagliari. Nel giovedì di coppa contro il Celta, la compagine bianconera cerca conferme e spazi aperti: un contesto ideale rispetto alle insidie della Serie A, capace di trasformare la trasferta galiziana in un autentico centro di recupero fisico e mentale per chi deve scrollarsi di dosso la ruggine delle prime occasioni fallite.
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Il gigante vive la complessa condizione della promessa disillusa, schiacciato dal peso di dover dimostrare una dimensione all’altezza di Madama. Luciano Spalletti, però, non ha intenzione di mollarlo e ha inaugurato la propria personale operazione recupero: lo ha chiamato confidenzialmente per nome in conferenza stampa e lo ha coccolato sui campi della Continassa alla vigilia, strappandogli sorrisi complici a favore di telecamera. Gesti tutt’altro che banali, studiati per restituire fiducia a un ragazzo che necessita disperatamente di una scintilla, di un gol pesante su azione e di certezze per non sentirsi già condannato. Lo scrive Tuttosport.
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La spada di Damocle del mercato, d’altronde, incombe: con la dirigenza intenzionata a reperire un nuovo numero nove nella finestra di gennaio, Nick rischia concretamente di trasformarsi in un reso anticipato in stile Amazon. Un repentino rientro a Newcastle certificherebbe un fallimento sportivo che non può permettersi, sciogliendo come cera le ali d’Icaro di un entusiasmo iniziale ormai esaurito. Per evitare l’addio, l’unica strada percorribile resta la crescita quotidiana, interpretando questa tappa a Torino come un formativo Erasmus calcistico da cui assorbire quante più nozioni possibili.
Sul piano tattico, Spalletti studia come far convivere Woltemade e Kolo Muani, trasformando due momenti negativi in una risorsa vincente a gara in corso. Prima, tuttavia, tocca a Nick fare reparto in solitaria, riannodando il filo con la convincente prova offerta contro il NEC Nijmegen. Con i suoi imponenti 198 centimetri, il tedesco è sempre stato un prezioso attaccante di servizio, abile nel sacrificarsi e facilitare il gioco dei compagni. Adesso, però, è arrivato il momento di mettersi definitivamente al servizio di se stesso.