
Numeri a confronto, inizio di stagione da dimenticare per Spalletti che sta registrano dati negativi e peggiori rispetto alla gestione di Igor Tudor
La disastrosa sconfitta per 0-3 subita in casa contro la Lazio ha evidenziato, ancora una volta, i difetti e gli errori della Juventus. Attualmente scivolato fuori dalla zona Europa, il club bianconero sta registrando numeri negativi e ben peggiori rispetto all’annata precedente. Sotto la gestione di Igor Tudor, infatti, la formazione aveva collezionato 12 punti nelle prime 7 giornate di campionato, contro i soli 11 attuali. Ironia della sorte, l’esonero del tecnico croato arrivò proprio in seguito a un clamoroso ko contro i biancocelesti. L’attuale guida tecnica non è ancora riuscita a imprimere il necessario cambio di marcia: la squadra subisce troppe imbucate e fatica enormemente in fase realizzativa. Con 8 reti incassate e appena 9 gol segnati, l’attacco si posiziona mestamente al decimo posto in Serie A, al pari di Lecce, Udinese e Monza. Lo scorso anno, a questo punto del campionato, i bianconeri avevano realizzato 9 reti e subito 5 reti in campionato.
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Nonostante il palese crollo sul campo, al momento Luciano Spalletti non rischia concretamente il posto. Legato da un solido contratto fino al 2028 con un ingaggio a salire fino a 5 milioni di euro netti, l’allenatore vanta un ottimo rapporto personale con John Elkann. A ribadire la linea della società era intervenuto Giovanni Carnevali nelle scorse settimane: «Cambiare allenatore non è nel mio spirito, dobbiamo cercare di programmare e costruire: bisogna dare tempo e avere pazienza, sapendo che bisognerà ingoiare bocconi amari». L’amministratore delegato ha voluto zittire definitivamente le indiscrezioni su un potenziale ritorno in panchina di Antonio Conte, definendo l’attuale mister «un allenatore straordinario, uno dei migliori in assoluto» dimostrandogli completa fiducia in vista dei prossimi impegni ufficiali.
Resta tuttavia l’allarmante confusione tattica che regna nell’ambiente. A un anno esatto dalla sua nomina ufficiale, il mister sta ancora cercando un’identità precisa, alternando lo schieramento difensivo e testando il tridente o la doppia punta senza trovare la giusta quadratura. Questo forte disorientamento si riflette inevitabilmente anche sul fragile umore dello spogliatoio. I recenti episodi di nervosismo interno ne sono la prova più tangibile: dal duro screzio tra lo stesso allenatore e Pisacane dopo la partita contro il Cagliari, fino all’evidente reazione scomposta di Francisco Conceicao in occasione della sostituzione a Vigo.