Tanti problemi per Spalletti, dalla mancanza di un leader vero alla confusione tattica: cosa non sta funzionando in casa Juve
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Tanti problemi da risolvere per Spalletti, dalla mancanza di un leader vero alla confusione tattica: cosa non sta funzionando in casa Juve

Quanti problemi in casa Juventus, dalla mancanza di un leader carismatico alla confusione tattica in campo: ecco cosa non sta funzionando

La pesantissima sconfitta per 3-0 incassata nell’ultimo turno contro la Lazio ha certificato il momento di profonda crisi tecnica della Juventus. Il club bianconero si ritrova attualmente all’ottavo posto in classifica con soli 11 punti, avendo già accumulato un preoccupante ritardo di 8 lunghezze dal vertice. Oltre ai pessimi risultati maturati sul campo, a preoccupare l’ambiente è l’evidente assenza di personalità nello spogliatoio. A sottolineare pubblicamente questa mancanza è stato Gleison Bremer, il quale ha evidenziato come nel gruppo manchino figure di riferimento in grado di assumersi le responsabilità nei momenti delicati, puntando il dito contro chi tende a nascondersi di fronte alle crescenti pressioni.

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Sul banco degli imputati è inevitabilmente finito anche Luciano Spalletti, parso in evidente confusione per quanto riguarda le scelte di formazione. Il mister sta sperimentando diverse soluzioni per uscire dall’impasse, ma l’ostinata insistenza sul modulo 3-4-2-1 non sembra valorizzare le caratteristiche della rosa a disposizione. A testimoniare questo smarrimento ci sono le continue rotazioni: Conceicao schierato a sinistra e poi destra nell’ultimo match contro la Lazio, Weston McKennie è stato sballottato in diverse zone del rettangolo di gioco, mentre la coesistenza offensiva tra Nick Woltemade e Randal Kolo Muani è stato provata solamente a gara in corso e mai dal primo minuto.

Ad aggravare la situazione ci sono le evidenti lacune di un mercato estivo che non ha portato i frutti desiderati dalla dirigenza. Dopo i sogni legati a profili di primissima fascia come Alisson, Bernardo Silva e Rudiger che avrebbero garantito esperienza, leadership e soprattutto carisma, le trattative si sono chiuse con acquisti considerati di ripiego per l’Europa League. Gli arrivi di Guglielmo Vicario, Jhon Lucumi e Pape Sarr non hanno garantito il necessario salto di qualità. Lo stesso Kolo Muani, corteggiato a lungo, sta fin qui deludendo ampiamente le aspettative. In questo complicato scenario, l’unica vera speranza per il futuro è rappresentata da Kerim Alajbegovic.

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