Vidal: «Conte un vincente, vale come un colpo da 100 milioni. Con Antonio la Juve tornerebbe competitiva per tutto, ma anche a lui servono giocatori forti»
Hanno Detto

Vidal: «Conte un vincente, vale come un colpo da 100 milioni. Con Antonio la Juve tornerebbe competitiva per tutto, ma anche a lui servono giocatori forti»

Arturo Vidal, ex centrocampista della Juventus, vota Antonia Conte per la panchina bianconera. La sua intervista

Arturo Vidal, ex centrocampista della Juventus, si è raccontato in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport.

Ultimissime Juve LIVE: le principali notizie di giornata

CARRIERA E VITA FUORI DAL CAMPO – «Sulla mia vita fuori dal campo si sono dette sempre molte cose, però a 39 anni gioco ancora, ho vinto 27 trofei e prima di smettere vorrei arrivare a 30».

LEGAME CON LA JUVE – «La Juventus è il club a cui resto più legato. Provo un affetto speciale per i tifosi e per i compagni, abbiamo vinto tanto. Sono stati anni meravigliosi, l’Italia sarà sempre nel mio cuore: i miei figli sono cresciuti lì».

LLORENTE HA DETTO CHE ALLA JUVE SERVIREBBE UN VIDAL PER VINCERE – «Con Fernando abbiamo condiviso uno spogliatoio spettacolare, con campioni del mondo come Buffon e Pirlo e top player come Chiellini, Barzagli, Bonucci, Pogba, Tevez… Llorente e io non eravamo amici inseparabili che chiacchierano ogni giorno, quindi le sue parole mi inorgogliscono ancora di più. Alla Juventus tornerò in futuro, da allenatore. Ma adesso ho ancora voglia di giocare, cambiando ruolo mi sono allungato la carriera: in difesa mi trovo a mio agio e recentemente mi hanno inserito tra i migliori centrali del Sudamerica».

NUOVI EQUILIBRI IN SERIE A – «Se il club non vince da diversi anni, i meriti sono anche di Inter e Napoli, molto cresciute. La Serie A resta un campionato difficile, fidatevi di me che ho girato parecchio: la Juve deve tornare a dominare in Italia».

COSA MANCA ALLA JUVE – «La Juventus, se vuole tornare a vincere, deve fare le cose in modo ordinato: scegliere bene l’allenatore e il tipo di calcio. Ma la cosa più importante saranno sempre i giocatori. Alla Juventus serve gente di livello e personalità, affamata e vincente. Altrimenti è dura trionfare».

CONTE – «Antonio è un allenatore straordinario, il migliore in assoluto a livello tattico: non mi stupisce che i tifosi sognino il suo ritorno. Conte è impressionante per come studia la partita, gli avversari e ti trasferisce quello che dovrai fare in campo. È un vincente, trasmette la sua mentalità a tutti. Sono convinto che Antonio saprebbe restituire alla Juve lo spirito e l’ambizione di voler vincere tutto».

CONTE PESA COME UN TOP PLAYER? – «Sì, come un colpo da cento milioni. Lo ha dimostrato ovunque: quando ti guida Antonio, hai la garanzia che lotterai fino alla fine per il campionato. E quasi sempre trionfi. Però nessuno vince da solo, neppure lui: va circondato di giocatori forti e con mentalità. Noi avevamo il centrocampo migliore del mondo: Pirlo, Marchisio, Pogba, io… E una squadra spettacolare: è mancata solo la Champions».

QUANDO FECE ARRABBIARE CONTE – «A Miami, durante una tournée estiva. Ci faceva allenare come pazzi. Gli ultimi due giorni dice: “Vi concedo una serata libera, ma domani allenamento alle 8 del mattino e si corre, poi torniamo in Italia”. Avevamo il permesso di rientrare in hotel entro le 2 della notte e l’appuntamento per la partenza del pullman era alle 8 di mattina. Io mi sono presentato direttamente alle 8 e dieci con gli occhiali da sole, Conte era nero in viso per il mio ritardo e ci ha fatto sudare di brutto. Mi sono messo in testa al gruppo, ancora adesso non so come: non avevo dormito, nelle curve un po’ soffrivo».

DIFFERENZE CON ANCELOTTI E GUARDIOLA – «Come valore assoluto, sono i tre migliori. Guardiola ha una visione del calcio incredibile, Ancelotti è straordinario nella gestione dei gruppi e dei giocatori. Conte è il migliore tatticamente e fa sì che tutti siano pronti a lasciare la vita per lui in campo. Trasmette un’energia, una fiducia e una voglia di vincere incredibili».

TRA CONTE E INZAGHI? – «Grandi allenatori, ma Conte è di un altro livello: è un vincente nato. Non a caso Inzaghi all’Inter è ripartito dal 3-5-2 di Antonio. Tra i due scelgo Conte, senza alcun dubbio. Dopo l’addio di Conte ho avuto meno spazio di quel che avrei voluto, però non sono pentito di essere stato all’Inter: ho vinto anche lì».

SPALLETTI HA DELUSO? – «Più che da Spalletti, mi aspetto di più dalla Juve. Il sesto posto della passata stagione è un fallimento, a prescindere dall’allenatore. Un club con quella storia deve sempre lottare per vincere il campionato».

MCKENNIE – «Se mi assomiglia? Può essere, lo dicono in tanti. Ma penso che sia dura paragonarmi a qualcuno, io ho caratteristiche particolari: quando giocavo a centrocampo mi piaceva recuperare, segnare, correre, arrivare in area e aiutare la squadra in tutti i settori del campo».

YILDIZ AVREBBE POTUTO GIOCARE CON VOI? – «Bel giocatore. In una delle quattro stagioni, magari sì Yildiz avrebbe potuto giocare con noi. Ma poi chi tiri fuori di quelle squadre? Non c’è paragone tra la Juve attuale e la nostra finalista di Champions».

LA PLAYLIST DELLE NOSTRE TOP NEWS

×