
Incontro a San Siro prima di Inter-Fiorentina: Marotta e Paratici e la pace otto anni dopo tra ex Juve
Un abbraccio caloroso nel tunnel di San Siro, consumato a pochissimi minuti dal fischio d’inizio di Inter-Fiorentina,sembra aver finalmente archiviato una delle crepe più profonde, silenziose e chiacchierate nate all’interno della dirigenza della Juventus. Giuseppe Marotta e Fabio Paratici si sono ritrovati all’improvviso faccia a faccia, dando vita a un gesto spontaneo di distensione e riconciliazione. Si tratta di un incrocio dal valore simbolico, considerando la lunga collaborazione condivisa dai due manager e soprattutto le pesanti tensioni che avevano segnato la conclusione della loro avventura comune a Torino.
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Per molti anni Marotta e Paratici hanno rappresentato una delle coppie dirigenziali più vincenti e influenti dell’intero panorama calcistico italiano ed europeo. Il loro felice sodalizio era cominciato alla Sampdoria per poi proseguire con enormi fortune alla Juventus, dove entrambi contribuirono alla costruzione della corazzata capace di conquistare nove scudetti consecutivi sotto la guida di Conte, Allegri e Sarri. Il legame tra i due, inizialmente solido, si era però progressivamente deteriorato fino alla dolorosa separazione del 2018: tra i motivi principali delle divergenze spiccò l’operazione che portò Cristiano Ronaldo in bianconero, fortemente voluta da Paratici, che accentuò le visioni contrastanti e portò all’addio di Marotta, con la conseguente ascesa del suo collaboratore al timone dell’area sportiva.
A rendere pubblica la reale portata della rottura era stato lo stesso Marotta nel 2021, pronunciando una frase particolarmente significativa destinata a fare epoca: «Sono rimasto in buoni rapporti con tutti ad eccezione di Paratici per motivi umani». Una presa di posizione durissima, che confermava ruggini profonde non limitate al solo ambito professionale. Paratici, dal canto suo, ha cercato in seguito di ridimensionare gli attriti, ammettendo il grande debito di riconoscenza: «niente tensioni… mi ha insegnato anche a vestirmi». Ora quell’abbraccio chiude idealmente una lunga pagina complessa.