
Classe 2007, struttura fisica imponente e margini di crescita immensi: l’ungherese è un investimento affascinante per i bianconeri, pro e contro
La strategia di mercato tracciata dalla nuova area tecnica della Juventus punta dritta alla linea verde e alla valorizzazione dei profili ad alto potenziale. In quest’ottica, il nome di Bendegúz Kovács rappresenta molto più di una semplice idea di scouting: un classe 2007 di nazionalità ungherese che, sbarcando eventualmente a Torino alle soglie dei vent’anni, racchiude in sé tutte le caratteristiche del colpo in prospettiva moderna. Forte di una stazza fisica monumentale e di quasi due metri d’altezza uniti a doti tecniche e a un percorso di crescita già avviato in Eredivisie e nel giro della sua Nazionale maggiore, il giocatore dell’AZ Alkmaar si candida a essere uno dei pezzi più pregiati dei prossimi mercati europei.
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Valutare un prospetto di questo tipo significa accettare la natura di un vero e proprio diamante grezzo da sgrezzare: non si tratta, è bene evidenziarlo, di un acquisto pronto e finito in grado di incidere nell’immediato con certezze assolute, quanto piuttosto di un investimento lungimirante su cui costruire il futuro. La classe e le qualità di base non mancano affatto — come dimostrano i paragoni ingombranti con il suo idolo Zlatan Ibrahimović e la capacità di abbinare il lavoro sporco alla pulizia di palleggio —, ma il percorso di maturazione richiederà inevitabilmente tempo, pazienza e una gestione attenta. Proprio per questo motivo la Juventus fa benissimo a muoversi con largo anticipo, pur sapendo che la concorrenza internazionale è destinata a crescere vertiginosamente.
Il rischio concreto, del resto, è che sul talento cresciuto tra Debrecen e Ajax possa innescarsi una vera e propria asta di mercato sulla falsariga di quanto già visto per altri giovani fenomeni, complice anche la regia della potente agenzia Leaderbrock. Tuttavia, il fascino del progetto bianconero e la corsia preferenziale garantita dai precedenti intrecci di mercato lasciano margini di manovra importanti. Un banco di prova formidabile, in tal senso, è rappresentato proprio dalla sfida di stasera: all’AFAS Stadion, in un match di Europa League che profuma già di esame di maturità europeo, la dirigenza juventina potrà testare dal vivo le potenzialità del gigante magiaro, misurandone la tempra e la capacità di pungere proprio sotto gli occhi di chi, in futuro, potrebbe portarlo a Torino.