Kovacs Juve: stazza imponente, lampi di pura classe e tanto lavoro sporco. Come sta andando la sua stagione tra campionato e Europa
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Kovacs Juve: stazza imponente, lampi di pura classe e tanto lavoro sporco. Come sta andando la sua stagione tra campionato e Europa

L’analisi della stagione del talento tra Europa ed Eredivisie: spiccano l’impatto fisico, la precisione nei passaggi e un rigore conquistato in 199 minuti

Nonostante la giovane età e una struttura fisica monumentale dall’alto dei suoi 1,99 metri per quasi due metri d’altezza, la prima vera stagione da “grande” di Bendegúz Kovács all’AZ Alkmaar si sta rivelando un percorso di apprendistato fatto di lavoro oscuro e tanta pazienza. Mancino naturale dotato di un’ottima sensibilità tecnica che lo porta a un costante dialogo con i compagni, l’attaccante classe 2007 è ancora a caccia della sua prima marcatura tra i professionisti. I 199 minuti complessivi fin qui disputati tra campionato ed Europa League descrivono la parabola di un prospetto grezzo ma dalle potenzialità evidenti, impiegato con minutaggi e compiti marcatamente differenti tra il palcoscenico europeo e i confini nazionali.

In Europa League, dove il tecnico lo ha lanciato titolare in 2 occasioni (141 minuti totali con 71′ di media), Kovács ha mostrato la versione più completa del suo repertorio. Pur senza trovare la via della rete (0.44 xG totali e 0% di conversione su 4 tiri tentati), l’ungherese ha saputo incidere nell’economia della manovra procurandosi un calcio di rigore e garantendo un importante contributo nel pressing alto (4.5 palle recuperate a partita, di cui 2.5 nel terzo offensivo). Sorprendono anche le sue qualità nel palleggio europeo: l’88% di precisione nei passaggi nella metà campo avversaria, 1.5 passaggi chiave a partita e il 100% di successo sui lanci lunghi testimoniano come la sua mole imponente non ne limiti la visione di gioco e le capacità di sponda.

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Ben diversa, invece, la gestione in Eredivisie, dove Kovács è finora subentrato 5 volte dalla panchina per uno spezzone medio di appena 12 minuti a partita (58′ totali). Con un raggio d’azione compresso e pochi tocchi a disposizione (4.8 per allungo), il classe 2007 ha comunque fatto intravedere fiammate di pura agilità,completando il 100% dei dribbling tentati e vincendo la totalità dei duelli a terra. Se da un lato resta da affinare l’incisività negli ultimi sedici metri — come testimoniato dall’unica grande occasione da rete fallita in campionato —, dall’altro i dati atletici (picchi di velocità massima attorno ai 29.5 km/h) ne confermano l’identikit di un attaccante moderno e strutturato, su cui gli osservatori della Juventus continueranno a mantenere accesi i propri riflettori.

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