«Ti do un pugno se...»: cosa è successo tra Spalletti e Cabal durante Az Alkmaar Juve. Lucio furibondo
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«Ti do un pugno se…»: cosa è successo tra Spalletti e Cabal durante Az Alkmaar Juve. Lucio furibondo

Lucio furibondo: «Ti do un pugno se…»: cosa è successo tra Spalletti e Cabal durante Az Alkmaar Juve

Nonostante il prezioso successo conquistato sul campo dell’AZ Alkmaar, che proietta la Juventus verso gli ottavi di Europa League, il convulso finale dell’AFAS Stadion ha scatenato la durissima reazione di Luciano Spalletti. Sotto accusa la clamorosa perdita di lucidità collettiva nei minuti conclusivi, sintetizzata dal rendimento da incubo di Juan Cabal, stroncato senza appello nella pagella di JuventusNews24.com: «60′ Cabal 4.5 – Ingresso horror. L’AZ trova campo favorevole dal suo lato, lui sbaglia qualsiasi scelta e qualsiasi lettura nel finale».

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A pesare come un macigno sono i numeri impietosi della sua mezz’ora in campo: 0 contrasti vinti, 0 intercetti e 0 tiri respinti, a fronte di appena 1 recupero, 1 fallo commesso, sole 2 chiusure difensive (per un totale di 2 contributi difensivi complessivi) e un misero 1 su 3 nei duelli a terra. Dati statistici che certificano un apporto nullo, coinciso con le gravi sbandate della retroguardia bianconera. Prima la sanguinosa palla persa da Kelly ha aperto il varco all’incursione solitaria di Meerdink per il 2-1 olandese; pochi istanti dopo, una disastrosa lettura tattica dello stesso terzino colombiano ha spalancato le porte a un potenziale pareggio dei padroni di casa, cancellato provvidenzialmente soltanto dalla bandierina del fuorigioco.

Sull’azione incriminata, la furia del tecnico toscano è deflagrata a bordocampo. Le telecamere hanno pizzicato l’allenatore mentre affrontava il difensore a muso duro, gesticolando con veemenza prima di lasciarsi scappare un (labiale attribuitogli da La Gazzetta dello Sport): «Ti do un pugno…». Un rimprovero plateale, rientrato subito al fischio finale. Nel post-partita l’allenatore ha poi allargato la riflessione filosofica e tattica sulle amnesie della squadra: «La cosa che mi convince meno della Juve? Mi convince quando li vedo avere l’atteggiamento giusto. Quello che mi preoccupa è quando si prende gol e poi: ‘Ma perché quest’altro non viene?’. Oppure: ‘L’ho agganciato, ma qual è il mio? Questo è tuo, questo è mio’. E poi gli altri si muovono, ti vanno a trovare lo spazio, ti bucano con la palla dietro le spalle e vai a prendere un gol per una decisione non presa. Le decisioni non prese sono peggiori di quelle sbagliate, perché se tu decidi, decidi sbagliato e fai una cosa sbagliata, ha meno costo di quella non presa. Quella non presa è la peggiore di tutte le decisioni».

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